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Reparto Covid a Pontremoli, l’unità di crisi del Noa chiede lo stop alle polemiche

«Scelta assunta in un momento di grave difficoltà. Su percorsi e disinfezione applicati gli stessi protocolli del Noa»

MASSA – L’apertura del reparto Covid nell’Ospedale di Pontremoli ha scatenato nelle ultime settimane una serie di polemiche. Ne prende atto con dispiacere l’unità di crisi Covid del Noa, di cui fanno parte tutti i direttori di struttura, i responsabili infermieristici e alla quale possono partecipare tutti i dipendenti. “La scelta condivisa di aprire un reparto Covid a Pontremoli – spiegano in una nota – è stata assunta dall’unità di Crisi del Noa in un momento di grandissima difficoltà, al fine esclusivo di poter continuare a garantire, all’interno del nostro presidio, un’adeguata assistenza ai pazienti Covid più gravi ed instabili e contemporaneamente proseguire il maggior numero possibile di attività mediche e chirurgiche di alta complessità, non praticabili in altre sedi, per pazienti no-Covid di tutto l’ ambito provinciale. Tutte le risorse umane e gli spazi fisici dell’area medica del Noa erano già stati in quel momento sfruttati oltre il limite delle loro possibilità, convertendo per esempio, in un drammatico sabato pomeriggio in cui le ambulanze erano in coda al Pronto Soccorso, un reparto di medicina da no-Covid a Covid. Applicare l’indicazione della Regione Toscana sul coinvolgimento anche degli ospedali più piccoli nella gestione dell’emergenza Covid, è quindi sembrata la soluzione più idonea. La stessa cosa in quelle stesse ore veniva fatta in provincia di Lucca con l’ospedale di Barga, in provincia di Livorno con l’ospedale di Cecina ed anche nel resto della Toscana, al di fuori dell’Usl nord ovest, utilizzando strutture analoghe per caratteristiche all’ospedale di Pontremoli”.

“La praticabilità della trasformazione della medicina di Pontremoli in reparto Covid – specificano dall’unità di crisi – è stata comunque attentamente verificata, sia dal punto di vista strutturale ed organizzativo, sia sulla base dell’occupazione media di posti letto delle medicine della Lunigiana, nelle settimane precedenti pari a circa il 50%, contro percentuali negli stessi giorni talora superiori al 100% per la medicina del Noa. Per quanto riguarda percorsi interni all’ospedale, disinfezione degli ambienti, presidi ed addestramento del personale, sono stati proposti e poi applicati protocolli e modalità identici a quelli utilizzati al Noa, sia nell’ emergenza primaverile, sia in quella attuale. I passaggi ed i tempi necessari a trasformare la medicina di Pontremoli in medicina Covid, sono stati concordati con il personale medico e la dirigenza infermieristica di quel reparto, per questo motivo l’ apertura è stata rinviata di alcuni giorni. Vogliamo, a questo proposito, ringraziare pubblicamente i nostri meravigliosi colleghi medici, infermieri, Oss e tutto il personale della medicina e di tutto l’ ospedale di Pontremoli, per la disponibilità e l’ aiuto che, pur nella comprensibile preoccupazione per le nuove mansioni che avrebbero dovuto assolvere, ci hanno da subito fornito e per il prezioso lavoro che ogni giorno accanto a noi stanno facendo per cercare di rispondere ai bisogni dei nostri concittadini più sfortunati”.

“Ci auguriamo – concludono i rappresentanti dell’unità – che questo chiarimento sia utile a riportare la discussione nei giusti confini e riconduca alla serenità necessaria perché si possa continuare insieme la durissima lotta per la difesa della salute dei nostri concittadini in uno dei momenti più drammatici della storia recente del nostro Paese”.