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Regolamento agri marmiferi, presentata la proposta. Persiani: «Sarà una vittoria della città»

Sono 23 gli articoli del nuovo atto normativo. La maggioranza: «Qualcosa che mancava da troppi anni alla città». Critica la minoranza su alcuni punti, Menchini (M5S): «Regolamento forte con i deboli, la direzione è sbagliata»

MASSA – Nel corso dell’ultima seduta di Consiglio comunale di Massa, convocata per ieri, 3 dicembre, è stato presentato, in attesa di discutere gli emendamenti, il regolamento comunale degli agri marmiferi. Un documento presentato come storico dagli esponenti dell’amministrazione del sindaco Francesco Persiani, che già nel dicembre 2019 aveva provato a dotare il comune di questo tipo di normativa, prima di rimandare la discussione a seguito di divisioni interne.

Il regolamento, come detto da Persiani stesso, è figlio della legge regionale 35 del 2015 e si posiziona, quindi, all’ultimo posto della gerarchia delle fonti normative vigenti sugli agri marmiferi. «Sono lieto di portare all’attenzione del consiglio questo regolamento. – ha affermato il sindaco Persiani durante la riunione cittadina – Questo è un regolamento che manca da sempre. La possibilità di riuscire ad ottenerlo non sarà una vittoria della sola amministrazione, ma della città tutta.»

Sono 23 gli articoli che compongono il regolamento. Altrettanti gli argomenti che l’amministrazione si è prefissata di toccare: concessioni, i siti estrattivi, il canone concessario, la destinazione del ricavato, il recupero ambientale, la tutela delle sorgenti d’acqua, la viabilità e la formazione di un comitato per il distretto apuo-versiliese. Mentre sono ben 65 gli emendamenti presentati dai vari gruppi consiliari che passeranno al vaglio della votazione del consiglio stesso durante la seduta che continuerà anche oggi, 4 dicembre. «Il Covid ha rallentato, ma mai fermato, la discussione che era necessaria dopo il primo tentativo del 23 dicembre 2019. – spiega Persiani – Il dialogo sempre costruttivo con la commissione ambiente, presieduta dal consigliere Acerbo, ha prodotto un regolamento equilibrato e corretto rispetto ai valori e principi che lo compongono. Questo rimane comunque un solo tassello rispetto a una più ampia disciplina, in primis quella regionale. Il testo è stato esposto a tutti i rappresentanti delle categorie interessate, dai sindacati alle associazioni ambientaliste. Non scordiamoci che la maggior parte degli agri fa parte del Parco delle Apuane sul quale vogliamo incidere il meno possibile. L’obiettivo è anche quello di una giusta compensazione della cittadinanza e della collettività tutta».

Il regolamento, però, non ha avuto la stessa accoglienza da parte della minoranza che ha espresso molti dubbi sull’efficacia dell’atto normativo, prima della presentazione degli emendamenti. «Spero che alla fine venga prodotto un buon regolamento. – ha detto Stefano Alberti, consigliere del Pd – Questo sembra un po’ scarno rispetto agli obiettivi. Così come è stato scarno il sindaco nel presentarlo. Personalmente, mi aspettavo che fosse specificata l’impossibilità di aprire nuove cave, nel rispetto del sentimento della città. Non è stato scritto nulla per quanto riguarda i proventi destinati ai paesi a monte. Poco coraggio nell’affrontare gli argomenti. Per quanto riguarda i controlli, si demanda molto ai privati, ma si fa poco per quelli pubblici. Inoltre, per la sicurezza non ci sono passaggi che ne evidenzino la centralità».

Dello stesso parere di Alberti anche Paolo Menchini, del MoVimento 5 Stelle, che aggiunge: «Questo è un regolamento forte con i deboli. La città sperava che venisse ridistribuita, un po’, la ricchezza dalla montagna. La lavorazione in loco è altamente sfavorita, la tracciabilità del lavorato è debole. Potevamo risolvere un problema sociale che affligge la nostrà città, ma stiamo andando nella direzione sbagliata».

Non si sono fatte attendere le risposte della maggioranza in difesa del tanto atteso atto normativo. “Equilibrio” la parola chiave secondo loro. «Una filiera al 100% nel territorio aumenta l’inquinamento. – dichiara Luca Guadagnucci, consigliere della Lega – La lavorazione dei soli prodotti da taglio, invece, lo riduce.».
«Questo è un atto conciliante con la città, – sostiene Filippo Frugoli, della Lega – ma anche severo quando deve esserlo. Una via di mezzo tra le frange contro le cave e quelle a favore. Riuscire ad andare incontro a tutti gli aspetti è il pregio più grande di questo regolamento. La maggioranza ha dimostrato di essere compatta.»
«L’apertura delle cave non riguarda il regolamento degli agri marmiferi. – ha ammonito invece il consigliere di maggioranza Massimo Evangelisti – Il regolamento non può autorizzare nuove aperture.»