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«A Massa-Carrara una pressione sulle strutture sanitarie che non ha eguali in Toscana»

Lo ha affermato il direttore del presidio ospedaliero delle Apuane Giuliano Biselli durante l'assemblea dei soci della Società della Salute della Lunigiana. «A inizio novembre arrivavano anche 50 persone positive al giorno al Noa, così tante che non riuscivamo a fare scendere le persone dalle ambulanze per farle entrare in Pronto Soccorso»

MASSA-CARRARA – “La provincia di Massa-Carrara ha avuto una pressione sulle strutture sanitarie che non ha eguali in nessun’altra provincia della Toscana”. Non ha dubbi Giuliano Biselli, direttore del presidio ospedaliero delle Apuane, intervenuto durante l’assemblea dei soci della Società della Salute della Lunigiana tenutasi ieri, martedì 1 dicembre. “Basti pensare – ha spiegato Biselli – che in alcuni giorni dei primi di novembre arrivavano, ogni giorno, ben 50 persone positive al Covid al Noa a Massa, così tante che non riuscivamo a fare scendere le persone dalle ambulanze per farle entrare in Pronto Soccorso”.

Secondo il direttore dell’Ospedale Apuane, quella contro il Coronavirus è una vera e propria guerra. “E proprio perché si tratta di una guerra ci si può infettare ovunque”, ha affermato, replicando a chi sostiene che i contagi avvenuti all’interno dell’Ospedale di Pontremoli siano da attribuire alla creazione di un reparto Covid quando non vi erano le condizioni per farlo. “Non si può affermare che a Pontremoli il contagio sia stato determinato dal reparto Covid, altrimenti non si spiegherebbero i contagi nei presidi sanitari di Aulla, Fivizzano e Massa”.

La questione spinosa per Biselli è un’altra, quella relativa alla carenza di personale. “Perché i posti letto davvero non mancano – ha sottolineato il direttore – e in estate avevamo programmato di attivarne 27 al vecchio ospedale di Massa, ma manca il personale che si possa occupare dei pazienti”.