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«Spostare al più presto il reparto Covid da Pontremoli. La situazione rischia di precipitare»

Il deputato di Italia Viva Cosimo Ferri interviene sulla situazione dell'ospedale lunigianese: "Focolai tra pazienti e personale. Mancata programmazione da parte dell'Asl tra la prima e la seconda ondata: ora l'azienda si assuma le sue responsabilità"

PONTREMOLI – “In tanti lo avevamo detto e previsto ma nessuno ci ha ascoltato. E ora a Pontremoli la situazione rischia di precipitare”. A lanciare l’allarme è il deputato di Italia Viva Cosimo Maria Ferri, che attraverso una nota chiede all’assessore regionale Simone Bezzini di verificare cosa stia accadendo negli ospedali della Lunigiana. “Ci sono stati diversi contagi tra pazienti ricoverati per motivi no Covid – spiega Ferri – trasferiti subito in medicina ma senza un’immediata disposizione di eseguire tamponi a tutto il personale, per cui il lunedì successivo sono entrate in turno nei reparti interessati un’infermiera e un Oss che non avevano fatto il tampone e nella stessa mattinata è venuta la febbre ad una di queste operatrici poi risultata positiva, per cui gli ultimi due pazienti ricoverati che entrati ovviamente negativi sono stati a contatto con l’operatrice positiva”.

“La soluzione più sensata resta quella di spostare al più presto il reparto Covid da Pontremoli – suggerisce il deputato – affinché l’ospedale torni a servire i malati ordinari urgenti e non, supportando anche il Noa, e comunque da subito bisogna adottare procedure di sanificazione di tutti i reparti più profonde di quelle in atto, oltre che attività di controllo attraverso tamponi sugli operatori e sui pazienti più frequenti (veloci), periodiche (a prescindere dai sintomi) e più rispettose delle tempistiche di mancato impiego (o isolamento temporaneo) di chi è soggetto a tali verifiche. Infine, va reso obbligatorio il tampone in uscita a tutti i pazienti ricoverati prima della loro dimissione”.

“La situazione è diventata delicata – sottolinea Ferri – La direttrice Casani ora spieghi ai cittadini e si assuma le responsabilità di decisioni sbagliate e che mettono in pericolo la salute di operatori e pazienti. E’ stato un errore inserire un reparto Covid in una struttura non adatta, non predisposta attentamente ed in cui non sono stati fatti investimenti. E’ mancata una programmazione. Si sono creati focolai per pazienti e personale. Dispiace che le giuste proteste e osservazioni di istituzioni, enti locali ed esperti siano state liquidate in modo secco come se non si volesse collaborare e facendo sentire la Lunigiana non pronta ad accogliere in un momento difficile. Il punto è che tra la prima ondata e la seconda non c’è stata una programmazione da parte della direzione dell’Asl Nord Ovest. Non si è investito sulle strutture di Pontremoli e Fivizzano. Non è facile adattare e mischiare presidi ospedalieri in reparti Covid e no Covid se sono strutture vecchie e non preparate in tal senso. Ma si è voluto andare avanti senza ascoltare e in maniera autoritaria. E ora la situazione rischia di precipitare”.