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Violenza di genere, associazioni ed enti apuani vicini alle vittime. E la caserma dei Carabinieri si illumina di arancione foto

Non si arrestano le iniziative e i messaggi di solidarietà da parte di tutto il territorio nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Una dipendente di Usl Toscana nord ovest: "Continua a mancare una reale consapevolezza"

MASSA-CARRARA – Non si arrestano le iniziative e i messaggi di solidarietà da parte delle istituzioni e delle organizzazioni di Massa-Carrara in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. A Comano, ad esempio, è stata inaugurata una panchina rossa in segno di solidarietà alle vittime di violenza. Il Comando Provinciale Carabinieri di Massa-Carrara, invece, ha aderito al progetto “Una stanza tutte per sé” nato per assistere la donna nel delicato momento della denuncia delle violenze subite, grazie a una collaborazione istituzionale tra l’Arma e il Soroptimist International d’Italia, l’associazione di donne impegnate nel sostegno all’avanzamento della condizione femminile nella società. Da oggi saranno quindi illuminate di arancione le caserme dell’Arma dei Carabinieri che ospitano le 150 stanze del progetto e anche il comando di Massa-Carrara ha disposto una “stanza” dedicata, pertanto stasera la caserma Plava di Via XXVII Aprile si presenterà illuminata di arancione.

Ogni stanza è dotata di un sistema audio-video per la verbalizzazione computerizzata che evita alla vittima più momenti di testimonianza e che può servire per la fase processuale successiva. In ogni caserma, dove lo spazio lo ha consentito, è stato previsto un angolo per l’accoglienza o lo svago dei bambini che accompagnano la mamma, che potrebbero essere stati oggetto di violenza diretta o assistita. L’invito a una maggiore sensibilizzazione verso la violenza di genere e l’attività dei club locali del Soroptimist hanno consentito al progetto di estendersi in poco tempo in moltissime caserme italiane, oggi illuminate simbolicamente di arancione secondo quanto previsto dalla campagna internazionale “Orange the World”, a cui anche Arma dei Carabinieri e Soroptimist hanno aderito.

Nel frattempo, Confartigianato Imprese Massa-Carrara esprime attraverso un comunicato la sua adesione convinta a questo importante appuntamento attraverso cui ogni anno si richiama con forza l’attenzione di tutti su un fenomeno che coinvolge ancora oggi nel mondo milioni di donne, di tutte le classi, etnie e fasce d’età. “Facile in giornate come questa – scrive Confartigianato – dedicate al tema della violenza sulle donne, cadere nella scontata retorica. Non bastano le scarpette ed i drappi rossi. La violenza sulle donne non è un fenomeno nuovo dal punto di vista storico né limitato alla nostra società, ma qualcosa di talmente radicato nelle strutture culturali e sociali da risultare scontato e in qualche modo nemmeno percepibile per quello che è: un drammatico abuso. Un malessere profondo della nostra società e della nostra cultura che non ci consente di gestire in modo autenticamente umano la relazione tra “generi diversi” e che determina un’asimmetria di potere e di opportunità. I frequenti episodi di violenza esplodono fra i cavilli di una legge leggera e le contraddizioni di una società in cui le donne, spesso, faticano a credere in se stesse, sono costrette a scegliere fra famiglia e lavoro, sono discriminate al lavoro. In questi ultimi anni la crescita della sensibilità per questo problema, a livello di opinione pubblica e di mass media ci fa ben sperare. La denuncia della violenza e l’adozione di leggi per il suo contrasto rappresentano un punto di partenza imprescindibile. Ma non basta ancora. Riteniamo necessaria una rieducazione civile, intellettuale e sentimentale, che deve iniziare dalla famiglia, dalla scuola, dal mondo del lavoro. Un’evoluzione fondata sui valori del rispetto e dell’uguaglianza che consenta di superare i meccanismi della prevaricazione e della cultura “machista. Chi nega e rispetto e libertà alla propria compagna commette un crimine nei suoi confronti ma annienta e distrugge anche ciò che rimane di se stesso, miserabile uomo”.

“Sono numeri che fanno venire i brividi: 91 donne vittime di femminicidio nel 2020 , una donna uccisa ogni 3 giorni. Provo una sensazione terribile, abominevole, solo nello scrivere questi dati, pensando poi che la maggior parte dei crimini si consuma dentro le mura di casa, quella stessa casa che ti dovrebbe proteggere dal mondo e che invece soprattutto in questi periodi di quarantena forzata ha causato un inquietante aumento degli abusi verbali e fisici su donne e bambini. Oggi gridiamo ancor più forte basta alla violenza sulle donne”. Lo sostiene la coordinatrice delle pari opportunità del sindacato Uila (Uil) che prosegue: “Mi sento in dovere in un giorno come questo di dar voce a tutti le persone più fragili lanciando un messaggio molto chiaro: è necessaria un’educazione già dai primi anni di vita dei nostri figli che eviti tutto questo. L’educazione è la prima base per cambiare il mondo. Oggi, 25 novembre, vogliamo focalizzare tutta l’attenzione dell’opinione pubblica su questo tema e usare due parole: prevenzione e coraggio. Speriamo di poter ripartire da qui urlando a gran voce: la Uila dice ‘no’ a questa mattanza infinita e impunita”.

Sul delicato tema è intervenuta anche la coordinatrice delle pari opportunità Uila Uil, Veronica Durante:  “Sono numeri che fanno venire i brividi: 91 donne vittime di femminicidio nel 2020 , una donna uccisa ogni 3 giorni. Provo una sensazione terribile, abominevole, solo nello scrivere questi dati, pensando poi che la maggior parte dei crimini si consuma dentro le mura di casa, quella stessa casa che ti dovrebbe proteggere dal mondo e che invece soprattutto in questi periodi di quarantena forzata ha causato un inquietante aumento degli abusi verbali e fisici su donne e bambini. Oggi gridiamo ancor più forte basta alla violenza sulle donne. Mi sento in dovere in un giorno come questo di dar voce a tutti le persone più fragili lanciando un messaggio molto chiaro: è necessaria un’educazione già dai primi anni di vita dei nostri figli che eviti tutto questo. L’educazione è la prima base per cambiare il mondo. Oggi, 25 novembre, vogliamo focalizzare tutta l’attenzione dell’opinione pubblica su questo tema e usare due parole: prevenzione e coraggio. Speriamo di poter ripartire da qui urlando a gran voce: la Uila dice ‘no’ a questa mattanza infinita e impunita”.

Infine una dipendente di Usl Toscana nord ovest, per anni vittima di una violenza, ha voluto condividere un pensiero che riportiamo di seguito:

Quest’anno in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, fagocitati come siamo dall’emergenza Coronavirus, nemmeno i consueti convegni e incontri, ma questo sinceramente sarebbe il minimo. Ciò che invece continua a mancare, indipendentemente da qualsivoglia pandemia, è una reale consapevolezza sul tema, della violenza sulle donne. L’incapacità di riconoscerla in ogni suo aspetto. Non è violenza finché non scorre il sangue, o meglio ancora, finché una donna non viene trovata morta ammazzata. Solo in casi così estremi, prevale lo sgomento anche se comunque non manca mai l’idiota di turno che va in soccorso dell’assassino, interrogandosi sul comportamento più o meno etico tenuto dalla vittima. Questo atteggiamento, se in queste circostanze è un fenomeno abbastanza isolato, diventa diffuso in altre forme di violenza, considerate minori o di poco conto, quasi come se potessero rientrare nell’ordine  delle cose. Troppo spesso, la gravità di certi comportamenti, intimidazioni, offese, minacce, diffamazione sui social, viene parametrata, passando dal giudizio morale della donna vittima di violenza. È questo retaggio culturale che sta alla base di tante denunce non fatte, di troppe donne ammazzate, violentate, stalkerate.  L’indifferenza e il silenzio che serpeggia intorno alle donne vittime di violenza, genera ulteriore paura, senso di inadeguatezza e di colpa. Infatti, l’isolamento sociale in cui troppo di frequente vengono confinate, incrementa in modo esponenziale il senso di solitudine, riducendo di gran lunga la possibilità di un vero e proprio riscatto.
Dobbiamo imparare a guardare certi comportamenti con gli occhi giusti, in modo da poterli davvero vedere e riconoscere, impedendo al pregiudizio di opacizzare la vista e offuscare la mente. Chi uccide, stupra, picchia e perseguita, una donna è un delinquente, punto e basta. Così, in occasione di questo 25 Novembre, l’auspicio, è che possiamo trovare o ritrovare il piacere di una solidarietà vera, non solo dichiarata. È la solidarietà che matura giorno dopo giorno dentro ognuno di noi, l’unica che può essere dimostrata nella vita di tutti i giorni, attraverso le piccole cose, un semplice gesto, una parola, addirittura un’intonazione della voce, altrimenti è finzione e si vede.