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«Cultura in stand-by, la Regione Toscana ne approfitti per organizzare un grand tour virtuale»

MASSA – “Le attività culturali a causa del Covid sono sospese, i musei, purtroppo, restano chiusi con grave pregiudizio per la nostra anima. Stiamo perdendo la possibilità di godere della bellezza, di incontrare il nostro splendido passato ossia di assumere “farmaci” potenti per affrontare la crisi, per far crescere la speranza, la convinzione che il paese, le nostre comunità supereranno questa fase come altre generazioni, prima della nostra, sono state capaci, misurandosi con altri tragici eventi, di fare”. Così il consigliere comunale di Massa Andrea Barotti ha commentato lo stallo che sta vivendo il mondo della cultura in questo periodo di seconda ondata da Coronavirus.

“Molti musei – fa notare Barotti – penso alla Galleria degli Uffizi, al Poldi Pezzoli, si sono organizzati, su piattaforme
online, sui social per consentire le visite virtuali e far conoscere le opere d’arte che custodiscono ed in questa direzione si sono mossi, lodevolmente, la città metropolitana di Firenze, il Comune di Firenze, Muse insieme all’Ufficio Chiavi della città portando i musei civici fiorentini, con una serie di iniziative digitali, a casa dei bambini, dei ragazzi costretti alla didattica a distanza e limitati nelle uscite. Le iniziative, divise in settori e indirizzate ad un pubblico distinto per età, hanno lo scopo di far conoscere la storia della città capoluogo della nostra regione e di far “incontrare” opere ed artisti (“mezz’ora con Raffaello”). Si tratta di un progetto di grande utilità e livello culturale che mi auguro, dato l’interesse riscosso in molte parti d’Italia, veda l’adesione delle scuole della nostra provincia; spero che i presidi ed il provveditorato colgano questa opportunità”.

“L’idea del Comune di Firenze – suggerisce poi il consigliere – potrebbe essere la scintilla per un programma più ampio, per organizzare una grand Tour virtuale della nostra regione da presentare alle scuole non solo europee per promuovere la nostra Toscana, per suscitare e alimentare quel desiderio di conoscenza, di viaggiare e “toccare con mano” ciò che si è visto sullo schermo. Sono convinto che, terminata la tempesta, musei, teatri, cinema, piazze e strade dei nostri borghi si riempiranno, torneremo, più maturi, ad apprezzare le nostre ricchezze e ripartirà, con slancio, l’economia turistica; una economia che la politica dovrà governare poiché le città d’arte non si trasformino in un “parco giochi”. Un museo a cielo aperto o una galleria non sono un fast food quindi è necessario prepararsi per rilanciare il turismo ma anche per regolarlo tutelando, al meglio, il patrimonio. Il progetto della città di Firenze dovrebbe essere la base di partenza poi ogni Comune potrebbe aggiungere una tappa al percorso facendo conoscere, in modo efficace e non “accademico” (in questo il compianto prof Philippe Daverio era formidale), i tesori culturali e naturali di ciascun territorio”.

“Ho inviato una nota al Sindaco Nardella per complimentarmi dell’iniziativa – fa sapere infine Barotti – ed ho inoltrato, confidando che gli amministratori Toscani a partire da quelli della provincia Apuana trovino interessante il “grand tour virtuale della Toscana”, una lettera al Presidente Giani, agli assessori regionali competenti per materia allo scopo di esporgli la mia proposta. Sarei felice se la politica locale, cominciando dai nostri rappresentanti istituzionali, abbracciasse il progetto dimostrando, così, che saranno le idee a ridare un futuro alle città, a ridare centralità anche alle “periferie” della regione”.