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«L’Ospedale di Pontremoli torni “no Covid”». Il Comune scrive ad Asl e Regione

Il primo cittadino e i consiglieri chiedono la revoca della decisione dell'azienda sanitaria e della Regione. «E si realizzino gli interventi strutturali per rendere l'ospedale moderno ed efficiente»

PONTREMOLI – Reparto Covid a Pontremoli, il Comune non ci sta e scrive alla Regione. Sono troppe, infatti, secondo il sindaco Lucia Baracchini e i consiglieri, le problematicità nate in seguito alla conversione del reparto di Medicina per ospitare i pazienti Covid. Di seguito riportiamo il testo della lettera indirizzata al Presidente della Regione Eugenio Giani, all’assessore alla sanità Simone Bezzini e alla direttrice di Usl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani, con cui il primo cittadino e i consiglieri chiedono la revoca della decisione dell’azienda sanitaria e della Regione.

Pregiatissimi,
durante la prima ondata della pandemia da Covid-19, l’azienda sanitaria Toscana Nord Ovest ha ritenuto opportuno riorganizzare la rete dei servizi ospedalieri concentrando presso l’Ospedale Apuane tutti i casi Covid e delegando gli stabilimenti ospedalieri di Pontremoli e Fivizzano alla gestione dei casi “no Covid”.
La suddetta organizzazione ha consentito di gestire adeguatamente, pur nelle difficoltà, la prima ondata, grazie alle caratteristiche di modularità e di versatilità dell’Ospedale Apuane, mantenendo allo stesso tempo una buona tempistica per il trattamento di tutte le patologie non Covid”.
Come testimoniato da diversi articoli di stampa, sono stati in quei mesi erogati ingenti finanziamenti per il rafforzamento del numero di posti letto disponibili per pazienti Covid in vista della possibile seconda ondata, da aprile ad oggi, con la destinazione di fondi per la creazione di posti letto sia nel vecchio ospedale di Massa che nel monoblocco di Carrara, oltre agli investimenti della Fondazione Don Gnocchi nella sede di Fivizzano.
Purtroppo, anche in conseguenza di politiche nazionali degli ultimi vent’anni che hanno ripetutamente effettuato tagli alla spesa sanitaria ed alla spesa per la formazione dei sanitari, tale decisione non è stata accompagnata dalla possibilità, né da parte dello Stato, né da parte della Regione, né da parte dell’Azienda, di un’azione efficace e rapida di reclutamento di personale sanitario che potesse garantire, sin dall’inizio della seconda ondata pandemica, l’ottimale utilizzo dei preventivati e ristrutturati presidi.

In data 7 novembre 2020, con decisione unilaterale e non concordata, il Direttore Sanitario ha così comunicato dl aver deciso-anziché utilizzare il moderno NOA come fatto mesi prima e/o utilizzare i nuovi spazi creati a Massa e Carrara – di chiudere la Medicina dell’Ospedale dl Pontremoli, con effetto a decorrere dal giorno 8 novembre 2020, per sostituirla con un reparto Covid a bassa intensità, per un numero di 14-20 pazienti stabili.
L’ospedale di Pontremoli non ha però le caratteristiche strutturali per poter garantire l’adeguata gestione nella massima sicurezza di operatori e pazienti, considerate, tra le altre criticità: -l’assenza di un adeguato sistema di zone filtro per pazienti ed operatori, considerato che la trasformazione del reparto di Medicina in reparto Covid è avvenuta nel giro di poche ore; -l’assenza di un impianto di ricambio dell’aria, possibilmente a pressione negativa, che eviti la concentrazione delle particelle virali nei luoghi di degenza; -la necessità di effettuare un ‘blocco” in aree e corridoi comuni dopo ogni passaggio di paziente Covid per san ificare correttamente; -l’assenza di adeguati percorsi distinti per il materiale sporco e per il materiale pulito; -l’assenza dei servizi igienici all’interno di ogni stanza di degenza, dal momento che sono presenti bagni in comune fra più stanze; -l’assenza nelle 12 ore notturne del medico dedicato esclusivamente ai degenti del reparto; -l’assenza attuale sui turni ordinari di ben 2 unità mediche che costringe i 4 in servizio ad un lavoro pesantissimo; -l’assenza per il personale del reparto Covid della previsione di turni che per metà delle ore lavorative si debbano svolgere (vista la pesantezza del lavoro) in area non Covid, come è disciplinato In altre strutture, dove peraltro ben diversi sono gli standard di sicurezza; -l’assenza di personale medico specializzato in: virologia, pneumologia, nefrologia, neurologia, cardiologia, essenziale per trattare questo tipo di pazienti che presentano numerose complicanze; -l’assenza di spogliatoi per il personale che prevedano una zona di decontaminazione degli indumenti, un numero adeguato di docce e zona vestizione con indumenti puliti.

Nella zona di costa, ad oggi, risultano infatti essere aperti soltanto 26 posti letto di cure intermedie nel vecchio ospedale di Massa, destinati a pazienti Covid, a cui se ne dovrebbero aggiungere altri 10 a breve, mentre, da ciò che si evince dai giornali, ne sono stati finanziati almeno 48 di degenza ordinarla e 28 di terapia Intensiva; nel monoblocco di Carrara sarebbero stati finanziati 40 posti di degenza ordinaria e 16 di terapia intensiva, ma ad oggi risultano disponibili soltanto 14 letti di cure intermedie per pazienti “non-Covid’, ufficialmente perché In tale struttura sono presenti anche servizi di altre unità operative come la Oncologia.
Anche nell’ospedale di Pontremoli però sono presenti servizi per esterni, quali la Radiologia, l’Oncologia, la Dialisi e gli ambulatori dei servizi territoriali!
Si ritiene quindi che l’assenza di investimenti tempestivi e adeguati sull’ospedale di Pontremoli sia una motivazione fondata e sufficiente, insieme alle suddette criticità strutturali, per continuare a considerare l’ospedale di Pontremoli come “no Covid”, adeguato per supportare l’ospedale Apuane nella gestione delle altre patologie. Del resto, proprio la gestione delle patologie “non Covid” risulta essere una criticità segnalata da diverse società scientifiche, il che rafforza la valutazione negativa circa la chiusura di un intero reparto di Medicina di Pontremoli.

Infine, le modalità comunicative, nel caso in questione, non hanno rispettato i criteri di collaborazione e buon andamento tra Pubbliche Amministrazioni e, quelle poche telefonate, sono sembrate il tentativo formale di trasferire decisioni già assunte e non discutibili, come i fatti hanno purtroppo dimostrato.

Alla luce di tutto questo chiediamo:
— Alla MI Toscana Nordovest di revocare la decisione assunta riguardo alla trasformazione del reparto di Medicina di Pontremoli in reparto Covid, riportando il reparto di Medicina alla sua originaria e più adeguata vocazione; — di collocare i pazienti Covid nelle realtà che sono state attrezzate e finanziate a questo scopo, considerando che il numero di posti letto attualmente disponibile risulta molto inferiore rispetto agli investimenti realizzati; — di realizzare con tempistiche e modalità urgenti, efficaci e opportune, tutti gli interventi strutturali ed impiantistici necessari, e da tanto tempo richiesti (ivi compresi percorsi separati, ingressi dedicati ed esclusivi, adeguata ventilazione e filtrazione dell’aria ambientale, corretti percorsi per gli operatori che garantiscano la reale sicurezza per tutti) per rendere il Presidio di Pontremoli un Ospedale moderno ed efficiente, al passo coni tempi e con i bisogni del territorio sia nelle quotidiane attività che in presenza di emergenze quale quella che stiamo vivendo.

Il Sindaco ed i Consiglieri Comunali di Pontremoli
Lucia Baracchini, Clara Cavellini, Elisabetta Sordi, Umberto Battaglia, Matteo Boia, Francesco Manzoni, Patrizio Bertolini, Manuel Buttini, Michele Lecchini, Gianmarco Corchia, Gianluca Crocetti, Massimo Lecchini, Jacopo Ferri