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Barotti: «Il Portale del Pasquino mostra segni di degrado. Inoltrata nota a Soprintendenza e Ministero»

MASSA – “Il Portale del Pasquino, uno dei simboli della nostra città, mostra segni di degrado; preoccupano, particolarmente, delle fessure in corrispondenza delle figure marmoree”. A segnalarlo è il consigliere comunale di Massa Andrea Barotti, che poi annuncia: “La situazione riscontrata mi ha spinto, prudenzialmente, ad inoltrare alla Soprintendenza e, per conoscenza, al Ministero per i Beni culturali una nota chiedendo che vengano condotte,
cautelativamente, delle verifiche per accertare lo stato del monumento”.

“Al fine di rassicurare quanti mi hanno espresso timori per l’integrità del portale – spiega Barotti – ho invitato la Soprintendenza, qualora ne sussistessero i presupposti, ad attivare le procedure previste dalla vigente normativa.
Ho domandato all’Autorità di tutela, viste le incertezze sulla proprietà dell’opera marmorea e del muro a cui aderisce, di fare chiarezza dandomene riscontro; la questione assurge rilievo non solo ai fini della competenza, dei provvedimenti per la salvaguardia ed il restauro ma anche per capire quale percorso il Comune potrebbe intraprendere per acquisire il portale. Infine, ho chiesto, ipotizzando che la politica si muova per far entrare nel patrimonio pubblico un frammento della storia cittadina, alla Soprintendenza se tra le opzioni finalizzate alla miglior
conservazione possa essere compreso lo spostamento del monumento oggetto di “tutela”; il portale, qualora venisse ricostruito il giardino ducale, potrebbe essere ricollocato, con opportune protezioni, all’ingresso del parco. Tale sistemazione non esporrebbe le sculture alle vibrazioni ed agli ulteriori deleteri effetti del traffico”.

“Mi auguro di ricevere una risposta – prosegue il consigliere – e spero che l’Amministrazione metta, finalmente, al centro della politica di rilancio culturale il recupero dei beni architettonici, artistici, storici della città! prima di impegnare delle risorse per rifare delle piazze, per sostituire un’area verde con uno Skate Park, di immaginare una rotonda da quattrocentomila euro si dovrebbe salvare l’identità di un popolo! Penso al vecchio Municipio, al portale del giardino Ducale, a quanto resta della Massa picta, al Battì del barilo, al Pomario ridotto ad un roveto, alla valorizzazione di Borgo Ponte e Capaccola. La riqualificazione di un quartiere storico, come quelli poc’anzi citati, non può consistere in uno spazio di sosta, tantomeno in quello che ho visto davanti alla scuola Bertagnini. Sono certo che un buon amministratore avrebbe considerato prioritario restituire dignità ad una parte importante della città.
La vicenda della perequazione di Via Venturini deve essere approfondita. Bisogna esaminare i documenti, le stime per verificare i calcoli e così stabilire se residui un credito. Risorse che, se appurate, dovranno essere utilizzate per cancellare il degrado, l’abbandono denunciato dai cittadini. Ad oggi nessun effetto hanno prodotto gli articoli sui giornali o le note protocollate in Comune! La politica, l’Amministrazione non sembra interessata ad accertare se il piano di opere pubbliche, previsto dalla perequazione, sia stato ultimato! Eppure c’è chi sostiene, pubblicamente, che i conti non tornino! È difficile capire i motivi del silenzio del “governo del cambiamento” su una questione che si trascina da anni; mi sarei aspettato dai propagandatori della trasparenza un impegno pubblico a far luce sul caso! Confidavo, irrealisticamente, che il muro di gomma lamentato dall’Ing. Carlo Milani sarebbe, finalmente, crollato! Mi sbagliavo”.

“I cittadini meritano risposte – conclude Barotti -, è doveroso sgombrare il campo da dubbi, evitare il rischio di perdere, qualora vi fosse, la possibilità di realizzare un partecipato ed importante progetto di riqualificazione urbana ed è per tale motivo che ho, formalmente, richiesto tutta la documentazione della perequazione; sono disponibile sin d’ora ad un confronto, aperto alla comunità, con l’Amministrazione affinché, con il contributo di tutti, si possa chiudere una vicenda che sembra ancora sospesa. L’alternativa al tavolo pubblico è la commissione di indagine che il Consiglio Comunale potrebbe istituire; soluzione che consentirebbe di raccogliere la documentazione, ascoltare i dirigenti, approvare, al termine dei lavori, una relazione conclusiva con i fatti accertati, gli esiti delle indagini svolte, nonché una proposta finale da sottoporre all’assemblea. Le proposte sono sul tavolo ora sta all’Amministrazione raccogliere la sfida oppure, come sin qui ha fatto, tacere”.