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Lavello, Ferri (Iv) indignato: «I problemi vengano risolti una volta per tutte»

Il deputato: «La pulizia deve essere fatta con maggiore rigore anche per quanto riguarda i rifiuti lungo la strada»

MASSA CARRARA – La zona del Lavello torna oggetto di polemiche. A parlare dei problemi che affliggono ormai da diversi anni quello che è il confine tra i comuni di Massa e Carrara è l’onorevole Cosimo Maria Ferri, che in un comunicato scrive: «Ci risiamo. Sono costretto a tornare a parlare del Lavello. Mi chiedo perché si debba parlare degli stessi problemi e non si risolvano definitivamente?  Pulizia, igiene, salute, sicurezza, abusivismo. Nonostante ci siano stati interventi da parte dei Comuni di Carrara e Massa per quanto riguarda la pulizia dei rifiuti all’interno del Fosso del Lavello, siamo tornati al punto di partenza. Tutto è tornato come prima. Non è possibile che il Lavello, che già ha molte criticità, sia considerato una zona di serie B, di confine e quindi oggetto di degrado.»

Chiamate in causa anche le istituzioni locali: «La pulizia deve essere fatta con maggiore rigore – continua l’esponente di Italia Viva – anche per quanto riguarda i rifiuti lungo la strada (lato Carrara) che risultano un problema per i residenti della zona.  Chiedo ancora una volta al Sindaco di Carrara De Pasquale di risolvere il problema definitivamente. Garantisca la pulizia della strada e dimostri di avere a cuore i cittadini che abitano al Lavello che sono costretti a convivere anche con seri problemi di sicurezza e di abusivismo mai risolti. La lotta all’abusivismo non può essere lasciata in mano solo ai cittadini devono intervenire le istituzioni. E poi che fine hanno fatto le telecamere promesse? Non bastano gli annunci occorrono i fatti. In più occasioni ho letto di promesse sull’installazione di queste telecamere ma gli abitanti raccontano di non averle mai viste. Sindaco ne sa qualcosa?».

«Sul tema pulizia anche il Consorzio di Bonifica è già intervenuto, – conclude Ferri – ma occorre oggi ripulire gli argini del fiume e pensare quindi ad un piano straordinario di manutenzione per renderli puliti e sicuri. Occorre per esempio prevedere uno sfalcio in più per evitare che si creino dei veri e propri tappi naturali che possano impedire non solo il corretto funzionamento del depuratore ma anche creare un deturpamento ulteriore della zona. C’è poi il problema della pulizia del ponte che conduce al depuratore che deve essere fatta da chi ne è il proprietario. I cittadini residenti, soprattutto in questa situazione emergenziale in cui sono chiamati a rimanere in casa, cercano tutele e meritano un ambiente salubre e non degradato, non è pensabile che gli interventi di pulizia programmati ogni quindici giorni o una volta al mese siano sufficienti per risolvere questa situazione che da troppi anni si protrae. Risolviamola una volta per tutte».