Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Su Dmax in prima Tv arriva “Uomini di pietra”, il documentario sulle cave apuane

Athamanta scrive al direttore di Discovery Italia: "Inopportuna la messa in onda del programma dopo l'incidente mortale dello scorso 28 ottobre"

MASSA-CARRARA – In esclusiva questa sera su Dmax (canale 52) la serie che racconta l’affascinante mondo dei cavatori di marmo “Uomini di pietra”  in prima tv assoluta alle 21:25. Protagoniste con i suoi uomini le cave del Monte Altissimo di Henraux nel Comune di Seravezza (Lu) sulle Alpi Apuane versiliesi.

Grazie al documentario impareremo a conoscere bene questi “uomini di pietra”: lavorano nelle tre cave del Monte Altissimo a Seravezza, in Toscana, dove si estraggono marmi preziosissimi. Ogni giorno raccolgono la sfida di un lavoro unico che richiede una grande forza e capacità. Sono le tre squadre di Paolo, le tre squadre di Henraux che lavorano nella Cava Cervaiole, nella Cava Piastrone e nella Cava Buca. Sono Mario, Jacopo, Michele, Filippo, Luca, sono gli “uomini di pietra” che lavorano in questa straordinaria montagna scoperta da Michelangelo.

Questo delle Apuane è  il più grande bacino marmifero del mondo, e qui inizia il racconto di un lavoro ultracentenario che pochi possono vedere. Il documentario, una produzione originale GiUMa Produzioni per Discovery Italia con il sostegno di Trentino Film Commission, diretto da Mario Barberi, scritto da Andrea Rizzoli e realizzato in stretta collaborazione con Paolo Carli, Presidente di Henraux, regalerà ai telespettatori italiani uno spettacolo tanto straordinario quanto sorprendente: dai panorami mozzafiato del Monte Altissimo (mt. 1.200) si apre la scena sulla storia e sulla filiera del marmo raccontata in prima persona dagli uomini protagonisti nella vita e attori solo per questa eccezionale produzione TV.

A seguito della visione dell’anteprima del documentario, Athamanta, uno spazio politico nato a Massa-Carrara in difesa delle Alpi Apuane, scrive una lettera indirizzata a Dmax e al direttore di Discovery Italia, in cui segnalano che: «le attività estrattive nelle Apuane stanno causando uno dei più grandi disastri ecologici e ambientali al mondo». «Riteniamo non opportuna la spettacolarizzazione di un business che autorizza perlopiù la polverizzazione delle Apuane – spiegano – Sono fatti e numeri a documentare il disastro in corso: ogni anno vengono estratte circa 4 milioni di tonnellate di montagna: fino al 90% del materiale estratto è scarto».

«La montagna, oggetto del vostro documentario “Uomini di pietra”, viene devastata ogni giorno e finisce nel mercato del carbonato di calcio impiegato per il settore edilizio, per le industrie farmaceutiche e cosmetiche- scrivono – . L’80% del marmo bianco estratto nelle Apuane fa questa fine, il 19,5% è impiegato per arredi e rivestimenti mentre l’arte pesa lo 0,5% delle estrazioni. Aggiungiamo che ad oggi solo il 15% delle cave è in possesso delle certificazioni ambientali: come documentano i database ufficiali di Ispra e Accredia solo 11 cave su 73 sono registrate Emas o certificate Iso 14001. Certificazioni oltretutto inefficaci che non mirano alla tutela delle acque superficiali e sotterranee. E’ alquanto poco rispettosa – seoncod Athamanta – nei confronti degli abitanti del territorio e non solo, la spettacolarizzazione del lavoro estrattivo a fronte degli impatti disastrosi vissuti dal territorio Apuano, interessato da dissesto idrogeologico dovuto anche all’escavazione – si sono verificati 8 alluvioni in 20 anni a Carrara – inquinamento per scarti di cava – ogni anno insieme a oli esausti e idrocarburi viene sversata polvere di marmo che cementifica gli alvei fluviali – e danni ambientali – circa venti specie endemiche floristiche e faunistiche apuane sono a rischio. Ogni anno nelle cave di marmo muore in media una persona. Ci sono stati 12 incidenti mortali negli ultimi tredici anni, 1206 feriti. E si tratta di un dato parziale, visto che dal 2017 l’osservatorio infortuni dell’Asl locale non è stato attivo per una riorganizzazione della struttura interna. A fronte di un incidente mortale verificatosi lo scorso 28 ottobre in una cava sul monte Corchia (Comune di Stazzema) riteniamo ancora più inopportuna la messa in onda del Vostro programma “Uomini di pietra” – concludono – pericolosamente vicino ad un’apologia della devastazione».