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Ponte Avenza ancora chiuso, i commercianti: «Disattese tutte le promesse della Regione»

Nando Guadagni (Confesercenti): «I commercianti sono disperati»

AVENZA – «Le scadenze non rispettate per la riapertura del ponte di via Gino Menconi ad Avenza pesano come un macigno sul futuro dei commercianti della zona già in ginocchio per la pandemia. Attività che, in alcuni casi, potrebbero stare aperte nonostante le restrizioni della zona rossa ma che invece vedono sfumare anche i pochissimi clienti a causa delle promesse non mantenute dalla Regione. La chiusura per molti di noi è dietro l’angolo». La disperazione nelle parole di Nando Guadagni, presidente di Confesercenti Toscana Nord-Carrara, per descrivere la situazione dei lavori al ponte di Avenza per i quali non si vede ancora la fine o almeno la possibilità di apertura.

«Purtroppo ripercorrendo i colloqui avuti con la Regione – dice ancora Guadagni – l’amarezza si trasforma in rabbia. Il 2 ottobre scorso venimmo rassicurati, in un incontro con i tecnici, che il 15 ottobre almeno un senso di marcia sarebbe stato ripristinato. Rassicurazione che trovò la conferma il 20 ottobre dalla Regione che fissò anche un nuovo cronoprogramma con conclusione dei lavori e quindi apertura del ponte il 6 novembre. A oggi non solo il ponte è ancora chiuso, ma anche della corsia unica a doppio senso di marcia nessuna notizia. Inoltre i lavori proseguono a singhiozzo ed anche oggi 17 novembre, giornata di sole, non si è visto nessuno».

Ancora il presidente di Confesercenti Carrara: «Purtroppo eravamo stati cattivi profeti quando parlavamo di lavori che si sarebbe prolungati all’infinito e per questo chiedevamo un loro spostamento. La Regione ci ha rassicurati continuamente ma i fatti dicono un’altra cosa. La situazione delle attività è disperata – conclude Nando Guadagni –. Con la zona rossa una opportunità poteva venire per quelle che possono comunque rimanere aperte, ma la chiusura del ponte le ha praticamente cancellate. La Regione faccia chiarezza entro questa settimana per non avere sulla coscienza il futuro di questi imprenditori».