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«Al Monoblocco e al vecchio ospedale di Massa scarseggiano posti letto covid per mancanza di personale»

Mastorci (Cisl Fp) interviene: «La carenza di medici, infermieri e oss è ormai cronica. In più, oggi, ben 112 dipendenti sono in infortunio per aver contratto il virus e purtroppo i numeri sono in aumento»

MASSA-CARRARA – «Centro destra contro centro sinistra e viceversa. Costa contro Lunigiana e viceversa. Non ci appassionano queste dispute perché nel mezzo ci stanno le persone malate di xovid e le persone deputate ad accudire i malati di covid e non solo. Dobbiamo trovare una convergenza tra politica, sindacati e Asl». Lo afferma Enzo Mastorci, segretario Cisl Fp di Massa-Carrara.

Il problema centrale a giudizio del sindacato è la carenza del personale «ormai cronica». «Il problema – spiega Mastorci – parte da lontano con il blocco del turn over del 2018 dove tutte le Asl si sono indebolite di unità. Già nel corso del 2019 la carenza del personale ha cominciato a farsi sentire al punto che come organizzazioni sindacali non abbiamo potuto sottoscrivere l’accordo per le ferie estive e anzi ci ha visto contrapposti di fronte al prefetto di Pisa deputato a dirimere lo stato di agitazione. L’accordo non si fece e l’Azienda provvide ad una sessantina assunzioni, il minimo necessario per garantire le ferie estive obbligatorie. Le nuove risorse umane arrivarono tardi e in forze ridotte. Questo è il dato di partenza in cui i servizi sanitari sono stati aggrediti dalla prima ondata del Covid».

«Nel 2019 – prosegue – ci fu una lunga vertenza con la Asl Toscana Nord Ovest poiché avevamo con forza dimostrato la mancanza di personale. La carenza di personale era talmente grave che non ha consentito alla Azienda sanitaria di predisporre il piano ferie estivo. Quella vertenza si chiuse dopo la dichiarazione dello stato di agitazione con la assunzione di personale a tempo determinato. Il blocco completo del turnover portò ad evidenziare uno stato di sofferenza del personale sanitario preesistente. A parere della Cisl Fp il problema dei posti letto parte dal problema di carenza del personale. È pur vero che la Asl Nord ovest dal 1° gennaio (in particolare le assunzioni si sono implementate in concomitanza con la prima ondata della pandemia Covid) fino ad arrivare a 1476 persone divisi tra le varie professioni e i numeri maggiori sono rappresentati dai 307 dirigenti medici, dai 645 infermieri e dai 294 Oss oltre alle altre professioni (amministrativi, assistenti sociali, ostetriche, tecnici ecc…) con numeri minimali. Nel contempo però hanno cessato il servizio circa 890 professionisti per cui il saldo positivo delle assunzioni però aggiornato al 10 novembre è di 578 unità lavorative suddivisi tra le varie professioni sanitarie e amministrative quindi pari al 4,11% degli attuali 14.057 dipendenti di tutta la ASL Nord Ovest».

«Alla luce di tutto questo è impensabile che medici, tecnici, infermieri e Oss possano reggere questa nuova ondata di Covid dopo l’enorme sforzo patito nella primavera scorsa con lo svilupparsi progressivo della pandemia e ora il problema della carenza del personale è stato drammaticamente messo a nudo. Come Cisl Fp riteniamo che il vero tema della discussione debba vertere su questo argomento, cioè la carenza poiché il personale già spremuto nella primavera scorsa è ormai stremato dalla seconda ondata della pandemia. A oggi ben 112 dipendenti sono in infortunio per aver contratto il virus e purtroppo i numeri sono in aumento. Tutto il carico lavorativo, psicologico ed emotivo ricade sul personale attualmente in servizio costretto a saltare i riposi, a raddoppiare i turni, a supportare il personale delle Rsa private ormai a loro volta allo stremo delle proprie forze e in grande difficoltà. Le operatrici del territorio, non sono state adeguatamente potenziate, idem le Usca che sono troppo poche e assolutamente insufficienti per una efficace che rete territoriale. Forti difficoltà le registriamo nel dipartimento di igiene e prevenzione che non è stata adeguatamente rafforzata così come i laboratori che stanno accumulando ritardi di 7-10 giorni».

«Le varie trasformazioni in atto dei presidi ospedalieri inoltre producono un enorme sovra carico di lavoro e stress sulle professioni sanitarie. Chiediamo in primis alla Direzione ASL Toscana Nord Ovest un coinvolgimento diretto delle Organizzazioni sindacali e soprattutto un coinvolgimento concreto delle operatrici e operatori per fare sinergia poiché non tollereremo atteggiamenti reprensivi, da parte della dirigenza verso il personale già fortemente provato che invece necessita di supporto tecnico, informativo e psicologico. Inoltre riteniamo urgente ed indifferibile un tavolo congiunto per conoscere esattamente quali sono le prospettive organizzative della Direzione Aziendale. Il problema non ci pare sia Lunigiana sì o Lunigiana no. Il problema ci pare sia legato alla impossibilità attuale di aprire i nuovi posti letto al vecchio ospedale di Massa, come i nuovi posti letto al Monoblocco di Carrara per la mancanza di personale e il problema ci pare sia quello di aver delegato le strutture private (come la Fondazione Don Gnocchi a Fivizzano) la sanità pubblica. Serve chiarezza e condivisione».