Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

5mila servizi con ambulanza: il bilancio della Misericordia di Pontremoli. Premiati anche nove volontari

LUNIGIANA E APUANE – «5000 servizi con ambulanza compresi quelli effettuati per il 118 a questi vanno aggiunti quelli sociali che si aggirano su alcune migliaia, da tenere conto che da marzo fino a maggio in pratica siamo stati quasi fermi per colpa del covid. Una sensibile attività grazie ai volontari ed anche ai 31moderni mezzi che ogni anno “macinano” migliaia di chilometri». Questo il sintetico bilancio effettuato ieri mattina (15 novembre 2020) dal Priore della Venerabile Confraternita di Misericordia avvocato Paolo Angella nel corso della tradizionale cerimonia della Madonna di San Luca patrona della Misericordia di Pontremoli che si è tenuta nella chiesa annessa alla storica sede di via Pietro Cocchi.

Erano presenti i componenti del Consiglio direttivo della Confraternita, Fausto Casotti coordinatore provinciale delle Misericordie , il Governatore della Misericordia di Bagnone Mareno Barbieri, quello della Misericordia di Mulazzo ed altri. Il Priore dopo aver ricordato che la Misericordia di Pontremoli fu fondata nel 1262 sotto il titolo di San Giovanni Decollato e che affonda le sue radici nella Confraternita dei Disciplinati di San Lorenzo ha aggiunto che «in quest’anno così difficile, nonostante le misure di prevenzione in essere abbiamo voluto comunque celebrare, seppur in forma estremamente contenuta la Madonna di San Luca protettrice della Misericordia quale minimo segno di comunanza fra consorelle e confratelli e, di conseguenza, abbiamo dovuto limitare la presenza in chiesa a sole 40 persone ed annullato il pranzo sociale ma, ripeto, non potevano rinunciare alla messa officiata dal nostro correttore spirituale don Pietro Pratolongo». Angella ha aggiunto: «abbiamo 72 volontari attivi ma la pandemia ha dimostrato e lo sta dimostrando ancora con tutta la sua drammaticità: la carenza di volontari. La nostra Misericordia necessita di un indispensabile ricambio generazionale, se vorrà portare avanti la propria storia al servizio dei più bisognosi. Infatti come tutti sappiamo i nostri volontari sono per la maggior parte in quella fascia di età a cui viene consigliato di stare a casa, perché fisiologicamente più deboli. In quest’ottica pochi giorno orsono con estrema sofferenza abbiamo dovuto prendere atto dell’impossibilità di proseguire nel servizio di trasporto delle persone da e per il centro Alzheimer e socializzazione di Caprio, nonché dell’accompagnamento a scuola di un ragazzo disabile di Groppoli».

«Tutto il mondo del volontariato è in sofferenza – precisa il Priore – a maggior ragione quello delle Misericordie. Infatti essere
volontario in una Misericordia vuol dire stare a stretto contatto con la sofferenza, con la fragilità umana ed il proprio agire, o meno, ha un diretto impatto sulla collettività». Oggi terminata la fase di isolamento, abbiamo ripreso, con estrema fatica, i tradizionali servizi sociali, riattivati i progetti formativi della Regione Toscana, ripristinato il servizio dei Neri di accompagnamento dei defunti al cimitero. «Durante la fase 2 acuta della pandemia la Misericordia ha partecipato al Centro Operativo Comunale per l’assistenza alle persone più fragili impossibilitate ad uscire di casa per la consegna di medicinali, generi alimentari di prima necessità, la distribuzione di mascherine – ricorda Angella – In qualche occasione ci è anche capitato di andare al Noa a Massa per portare il cambio di indumenti e medicinali a pazienti ricoverati ai cui familiari era impedita ogni forma di visita». Il Priore poi ritorna sul problema volontari e aggiunge: «essere volontario in una Misericordia vuol dire stare a stretto contatto con la sofferenza, con la fragilità umana ed il proprio agire, o meno, ha un diretto impatto sulla collettività. Quindi essere volontario non è una cosa facile, ci vuole abnegazione, volontà, sacrificio e consapevolezza che ciò che si fa è rivolto al bene altrui. Essere volontario presso di noi è ancora più difficile, in quanto chi viene da Noi sa di prestare la propria opera in maniera spontanea, gratuita senza alcun fine di lucro diretto e/o indiretto.  Oggi per noi è arrivato il momento di pensare seriamente come affrontare la carenza di volontari – prosegue – come attrarre persone in grado di darci una mano, perché altrimenti non saremo
in grado di far fronte alle sempre più maggiori e disparate richieste di aiuto. Mi rivolgo alle persone di buona volontà che siano disposte a sacrificare parte del proprio tempo libero per avvicinarsi alla Misericordia, non necessariamente per fare servizio sulle ambulanze, ma eventualmente per dare una mano dietro le quinte, nella macchina burocratica. Io ne sono un esempio diretto non ho mai fatto un servizio sulle ambulanze o su altri mezzi eppure sono qui.

Angella, poi, è passato a premiare nove volontari: Costantino Franchini, Mauro Bertolini, Fernando Moscatelli , Beatrice Perfigli, Danilo Spuri, Giacomo Ricci , Luigina Tortori, Luca Benelli e Fulvio Cavernari. «Queste persone durante il periodi covid del marzo scorso hanno lavorato intensamente giusto quindi premiarle» spiega. Nel corso della messa si è tenuta anche la storica vestizione di due confratelli: Piero Balestracci e Oreste Pilati. «Questi confratelli “vestiti” si occuperanno dell’importante servizio – ha concluso il priore Angella – di accompagnare al camposanto i defunti vestiti con la classica “veste nera” con la torcia della luce eterna a petrolio in mano e con la “buffa”, cioè il classico cappuccio che sta a significare che la carità come gli aiuti sono anonimi».