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«Reti Ambiente Spa, è nata la Gaia dei rifiuti. Ma non si prendano in giro i cittadini chiamandola società pubblica»

I sindaci di centrodestra della Lunigiana non hanno accolto bene il modello "in house providing" scelto per il nuovo gestore: «La Regione ha accentrato nuovamente il potere nelle proprie mani togliendo facoltà di governo ai territori»

MASSA-CARRARA – Da gennaio 2021 Reti Ambiente Spa sarà ufficialmente il nuovo gestore dei rifiuti. La società esiste da dieci anni, ma solo in queste settimane sono stati compiuti i passaggi decisivi. Si tratta del solito modello già creato per Gaia: una società in house providing, quindi partecipata dai Comuni, ma di diritto privato. Un modello che tuttavia i sindaci di centrodestra della Lunigiana non hanno accolto bene. Parliamo nello specifico di Riccardo Ballerini (Casola in Lunigiana), Lucia Baracchini (Pontremoli), Filippo Bellesi (Villafranca in Lunigiana), Renzo Martelloni (Licciana Nardi) e Matteo Mastrini (Tresana), che in una nota congiunta affermano: “Non si prendano in giro i cittadini, che quando parlano di società pubblica intendono ben altro: non una società partecipata, ma un ente che gestisca il servizio in forma diretta. Erano infatti tre le possibilità che la Regione, tramite l’Ato, aveva: gestione diretta, affidamento ai privati (cosi come ha sempre fatto l’Unione dei Comuni), house providing. Si è scelto il modello, per noi, peggiore: la società partecipata, l’unico che non condividiamo”.

“Registriamo a margine l’ulteriore indebolimento dell’Unione dei Comuni – affermano poi i sindaci lunigianesi – che gestiva il servizio raccolta e smaltimento rifiuti ed anche del potere decisionale dei nostri enti. Certo, il servizio in Lunigiana presentava alcune carenze, ma bisogna riconoscere la bontà del livello raggiunto in termine di percentuali di raccolta. Adesso si annidano alcuni dubbi che non sono stati fugati dai vertici di Reti Ambiente: quanto costerà il servizio, se sarà possibile mantenere gli attuali standard senza aumenti, quali fra quelli attualmente erogati continuerà ad essere gratuito, quali saranno diminuiti. La Regione ha accentrato nuovamente il potere nelle proprie mani togliendo facoltà di governo ai territori”.