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Pontremoli, Edison costretta a risarcire più di 150mila euro agli operai

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PONTREMOLI – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Filctem Cgil in merito al risarcimento che Edison a Pontremoli dovrà devolvere ai suoi operai, dopo il contenzioso avviato dal sindacato:

«Esprimiamo grande soddisfazione per l’epilogo che ha avuto la vertenza dei lavoratori della diga di Teglia, nel comune di Pontremoli, contro Edison. La multinazionale dell’energia è stata costretta a risarcire i lavoratori per i turni massacranti di lavoro effettuati per un totale di più di 150 mila euro, dopo che già un anno fa aveva fatto un passo indietro decidendo di esternalizzare il servizio di reperibilità. Se volessimo richiamare la narrazione biblica la storia ricorda la lotta di Davide con Golia, e come  il pastorello armato di una semplice fionda che uccide il gigante, anche noi possiamo vantare la nostra vittoria. Abbiamo intrapreso una vertenza pilota con la nostra Avvocata Michela Poletti per sovvertire il sistema con cui venivano organizzate e retribuite le ore di reperibilità speciale, previste in ogni campo lavorativo dalla legge italiana e l’accordo sottoscritto ieri in Tribunale sancisce di fatto una nostra vittoria.

Lo voglio ricordare nella diga di Teglia, ogni operaio alla fine del proprio turno di lavoro, iniziava il periodo di reperibilità, di 15 ore, non retribuite ovviamente, a meno che non ci fosse un’emergenza e dovessero quindi diventare operativi. Un po’ come avviene al medico che, finito il suo turno in ospedale va a casa e, se reperibile, scatta al momento della chiamata. I lavoratori di Teglia, però, non potevano andare a casa propria e tornare in diga qualora ci fosse un’urgenza. A causa della distanza e della zona impervia, Edison non permetteva agli operai di lasciare la diga e gli faceva trascorrere le ore di reperibilità in una casetta, staccata dal guardianaggio, posta sulla cima dell’impianto, in isolamento, senza la possibilità di chiedere aiuto a nessuno, senza potersi addormentare, e dovendo staccare il loro salvavita, perché  Edison permetteva di utilizzarlo soltanto durante l’orario di lavoro, e non durante la reperibilità. Tramite la nostra avvocata Poletti abbiamo presentato due esposti, cosa che ha portato, unitamente al fondamentale intervento dell’ispettorato del lavoro, Edison a partire dal primo aprile del 2019 ad abbandonare la reperibilità tanto cara, istituita con un ordine di servizio nel 2017.

Dal primo aprile 2019 il servizio di guardianaggio in diga viene infatti svolto da una società a cui è stato appaltato il servizio all’esterno. La società fa osservare ai suoi dipendenti un orario di lavoro su turni, analogo a quello osservato dai lavoratori Edison prima dell’ordine di servizio del 2017. Da quella data i lavoratori di Edison, fino ad allora comandati a svolgere la reperibilità speciale, sono stati invece destinati ad altre mansioni in lavoro giornaliero. Dopo aver raggiunto l’obiettivo di non far effettuare più la  reperibilità speciale ai lavoratori, rischiando la vita ogni notte, e aver permesso la creazione di nuovi posti di lavoro in totale sicurezza, cioè su turni di otto ore ciascuno, oggi finalmente ci troviamo a veder riconosciuto anche il giusto indennizzo economico a coloro che per mesi hanno visto stravolta la propria vita. Questa vertenza dimostra ancora di più l’importanza dell’azione sindacale, singolarmente nessun lavoratore avrebbe ottenuto un tale risultato ma insieme con caparbietà e determinazione abbiamo costretto Edison a fermarsi. E un po’ come Davide oggi possiamo davvero dire di aver sconfitto Golia, così come da quest’esperienza emerge quanto sia importante battersi sempre per la giustizia ed avere la forza e la caparbietà di lottare insieme per affermarla.»

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