LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Centro diurno Alzheimer, Vannucci: «Perso un fiore all’occhiello della nostra Rsa. L’amministrazione trovi soluzioni per la riapertura»

De Pasquale: "Servono spazi alternativi. Rischio contagio alto: occorre tenere separata l'attività da quella della casa di riposo"

CARRARA – “Il centro diurno Alzheimer era un vero fiore all’occhiello nella nostra Rsa. Dopo essere stato sospeso tempo fa non ne abbiamo avuto più notizia. Si tratta di un servizio importantissimo per le famiglie, che hanno bisogno di sapere se e quando verrà riaperto”. A sollevare la questione in Consiglio Comunale il consigliere di opposizione Andrea Vannucci, che si è rivolto al Sindaco Francesco De Pasquale e all’assessore al Sociale Anna Galleni per avere risposte.

“Abbiamo affrontato il problema con il presidente della casa di riposo – ha spiegato De Pasquale -. La situazione oggi è tale per cui è estremamente opportuno tenere separate le due attività, quella della casa di riposo e quella del centro diurno. Su questo anche l’asl è d’accordo, in modo da evitare il più possibile rischi di contagio. La presenza di ospiti che vengono la mattina per poi tornare a casa la sera crea indubbiamente rischi ulteriori”.

“Con il presidente della rsa – ha sottolineato poi il sindaco – ci siamo mossi per trovare delle soluzioni alternative, quindi dei locali dove poter attivare l’attività del centro diurno. Per un verso o per l’altro, una risposta ad oggi purtroppo non c’è ancora. Ultimamente il presidente della casa di riposo ha chiesto all’asl la disponibilità di locali nella cosiddetta “ex Da Vinci”, ma personalmente dubito che l’asl abbia intenzione di cederli, anche perché il finanziamento da parte della regione per la ristrutturazione di quei locali c’è stato. Non credo pertanto che l’azienda sanitaria sia disposta, ma posso sbagliarmi”.

L’assessore Galleni ha poi chiarito ulteriormente la questione. “In effetti il problema più grande è il fatto che con il diurno persone vanno e vengono dalla struttura. Si tratta quindi di proteggere coloro che vivono stabilmente all’interno. Abbiamo cercato altri luoghi per riattivare il servizio. Ho anche chiesto se ci fossero fondi di asl per poter riadattare alcuni locali, ma purtroppo ci sono difficoltà nel reperire le risorse”.

“Se il problema è quello di reperire spazi, l’amministrazione faccia il possibile per risolverlo – ha affermato infine Vannucci – Il problema si pone da marzo, da quando il servizio è stato interrotto. Il tema va affrontato seriamente perché non avere più un servizio del genere, dalle 8 di mattina alle 20 di sera, è un problema non di poco conto”.