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Mensa Caritas, il virus accresce il numero di famiglie bisognose. E il 60% degli utenti è italiano

Don Cesare Benedetti, parroco della Chiesa della Santissima Annunziata di Marina di Carrara, fa il punto della situazione: Prepariamo 40-50 pasti al giorno. L'epidemia ci ha costretto all'asporto"

CARRARA – L’aumento degli italiani alle mense Caritas era una tendenza già prima che nel nostro Paese incombesse il Coronavirus. L’epidemia non ha fatto che intensificare e aggravare questo processo, andando a colpire il sistema economico e sociale e accrescendo, di conseguenza, il livello di povertà delle famiglie. A fare il punto della situazione nella nostra zona ci ha pensato Don Cesare Benedetti, parroco della Chiesa della Santissima Annunziata, a Marina di Carrara. Alla mensa di via Bassagrande, gestita appunto dalla parrocchia, dall’inizio dell’emergenza Covid è cresciuta la richiesta di pasti da parte dei cittadini bisognosi. “Si tratta soprattutto di italiani – sottolinea il parroco -. E’ diminuito infatti negli ultimi tempi il numero di stranieri, come del resto conferma la tendenza nazionale secondo la quale oggi il 60% degli utenti delle mense è costituito da italiani. Devo dire che qui sono sempre meno gli stranieri di passaggio”.

L’aumento in percentuale degli italiani sul totale ha comunque coinciso con una progressiva diminuzione della domanda complessiva. “In passato abbiamo avuto anche picchi di 90 persone, in questo momento invece ci stiamo assestando sui 40-50 al giorno”, spiega ancora Don Cesare.

L’emergenza virus ha inoltre costretto ad apportare modifiche alla tradizionale modalità di consumo dei pasti. “Avevamo pensato inizialmente di far installare divisori in plexiglas ai tavoli, un’idea che però ancora non ha trovato realizzazione. Dal periodo del lockdown garantiamo il servizio ai nostri utenti attraverso l’asporto, preparando delle borse per il ritiro e il consumo fuori dai nostri locali. Devo dire che negli ultimi mesi la richiesta è aumentata. Ci sono tante famiglie in difficoltà, a volte sono gli stessi bambini ad occuparsi del ritiro delle borse, che consegniamo in base al numero e alla consistenza della famiglia”.