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«Morti sul lavoro, un dolore che ogni volta si rinnova. La sicurezza sia una priorità per il governo»

Lo sconforto di Anmil Onlus dopo i tragici incidenti degli ultimi giorni a Massa-Carrara: "Un bollettino di guerra in continuo aggiornamento". Pd: "Presto un tavolo sulla sicurezza che veda coinvolte istituzioni e parti sociali"

MASSA-CARRARA – “Ogni infortunio e morte sul lavoro è una sconfitta per tutti noi, per la società, per il mondo imprenditoriale e lavorativo. Nel 2020 non possiamo più assistere a questi drammi, quindi la sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere al primo posto nell’agenda del governo centrale, di quello regionale insieme a tutte le parti sociali”. Anmil Onlus (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) esprime così il suo sconforto dopo le morti sul lavoro di Andrea Figaia, 59 anni, in cava a Levigliani nel comune di Stazzema e, due giorni dopo, di Nicola Iacobelli, 37 anni, in un capannone a Isola di Ortonovo. “Due tragiche notizie che sono piombate sulle nostre coscienze come macigni, due lavoratori usciti di casa per andare al lavoro e non vi hanno fatto più ritorno lasciando nello sconforto moglie, figli e genitori. Nomi che si vanno ad aggiungere alla lunga lista che ormai ha i connotati di una strage, un bollettino di guerra in continuo giornaliero aggiornamento. E’ un dolore che ogni volta si rinnova, e ogni volta è sempre più forte perché non riusciamo a comprendere come il lavoro possa essere causa di morte. E’ vero, il lavoro va difeso in tutti i modi, ma la sua difesa deve passare anche, e soprattutto, da una informazione, dalla prevenzione con una valutazione dei rischi, da una vera formazione promuovendo la cultura della sicurezza che deve entrare nel Dna di imprenditori e lavoratori per avere un lavoro sicuro e sano”.

“Anmil Massa-Carrara – conclude l’associazione – esprime sentite condoglianze alle famiglie di Andrea e Nicola stringendosi attorno a loro in un commosso e sentito abbraccio”.

Al cordoglio si unisce anche il Partito Democratico di Massa-Carrara. “Nell’esprimere alla famiglia le più sentite condoglianze e una sincera vicinanza per la tragedia che le ha colpite riteniamo imprescindibile che la sicurezza sul lavoro diventi assoluta priorità e che da subito si lavori a contrastare queste morti assurde che, ogni volta, generano in tutti noi un senso di sconfitta e di fallimento. Il lavoro, motore dell’economia – sottolinea il Pd – deve tornare ad essere al centro di una discussione che deve riaffermare con fermezza il diritto a lavorare dignitosamente ed in sicurezza, elementi questi che debbono diventare irrinunciabili per tutti gli attori coinvolti nella discussione. Ci associamo pertanto all’appello che i sindacati hanno rivolto al Prefetto affinché convochi quanto prima un tavolo sulla sicurezza che veda coinvolte istituzioni e parti sociali. Come Partito Democratico ci impegnano, attraverso i nostri rappresentanti istituzionali, a fornire il massimo impegno per mettere fine a queste morti”.

“Negli ultimi giorni sono cinque i morti sul lavoro in Toscana – fanno notare poi il coordinamento provinciale e il coordinamento toscano di “Riconquistiamo Tutto”, area di opposizione in Cgil. Un’intollerabile stillicidio di lavoratori morti. Uno stillicidio di omicidi bianchi difficile da raccontare. Una strage della guerra tra capitale e lavoro. Il rituale prevede l’apertura di un fascicolo per omicidio colposo, normalmente contro ignoti. L’unica traccia che rimane perché di loro si ricorderanno solo i compagni di lavoro e i familiari, perché gli omicidi “bianchi” provocano assuefazione in un’opinione pubblica lacerata dalla crisi. Sì, puntualmente c’è il lutto cittadino, il cordoglio delle aziende che si mettono a disposizione degli inquirenti, la politiche che giura che farà di tutto perché ciò non accada più…un copione che si ripete, ma poi la vita continua. Anzi, continua la morte. E così uccide la precarietà, uccidono macchinari vecchi, uccide la polverizzazione del sistema produttivo in micro aziende refrattarie alle regole, e anche la catena dei subappalti è un serial killer di prima grandezza. Non vogliamo entrare nel merito delle “responsabilità”, non ci interessa sapere se l’azienda sia o non sia rispettosa delle normative per la sicurezza del lavoro o se i padroni siano buoni o cattivi. I morti sono il prodotto del profitto e dello sfruttamento capitalistico, punto. I dati drammatici della condizione della classe lavoratrice sono anche un pesante atto d’accusa sul fallimento delle politiche concertative, e della loro incapacità a contrastare l’attacco dell’avversario di classe utilizzando le potenzialità di mobilitazione che ancora esistono nella classe operaia”.

“Oggi più che mai – concludono – vi è la necessità di un’azione sindacale all’altezza dello scontro sociale e della ricostruzione di un sindacalismo di classe che veda un’azione unitaria più forte dei diversi soggetti, strettamente collegata a un nuovo attivismo delle lavoratrici e dei lavoratori. Occorre invertire la marcia e riprendere un percorso di lotta generale contro il capitale. Occorre che i lavoratori e le lavoratrici prendano in mano collettivamente il loro destino”.