LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Covid, al Noa numeri ancora lontani da marzo ma i ricoveri crescono: necessario invertire il trend

Al momento i ricoverati all'Ospedale Apuane sono 57, di cui 11 in terapia intensiva. La paura porta a riempire i Pronto Soccorso, ma serve senso di responsabilità per evitare che la situazione sfugga di mano

MASSA-CARRARA – Rispetto alla scorsa primavera, quando nel periodo della prima ondata di contagi l’Ospedale delle Apuane è arrivato a contare fino a 160 ricoveri in un giorno di cui una quarantina in terapia intensiva, la situazione attuale sembra essere, almeno per il momento, decisamente più gestibile. Secondo quanto riferito da fonti sanitarie, e confermato, in ogni caso, dai dati ufficiali che giungono giornalmente dall’azienda sanitaria, al momento i ricoverati al Noa sono 57. Tra questi, 11 si trovano in terapia intensiva. Certo, se il trend proseguisse con il ritmo di questi giorni, non ci vorrebbe molto a tornare ai livelli di marzo. La situazione della provincia apuana riflette quella nazionale: tutte le regioni e asl d’Italia stanno attraversando le stesse difficoltà, alle prese con numeri crescenti, difficoltà nel tracciamento e aumento delle ospedalizzazioni. Da qui la decisione del governo di introdurre per il prossimo mese ulteriori misure restrittive in modo da limitare le occasioni di assembramento con l’obiettivo di stabilizzare l’aumento dei contagi.

Intervenire tempestivamente, soprattutto alla luce di quanto accaduto a marzo ed aprile, è la chiave per evitare che il sistema entri in tilt. Per adesso il Noa sta reggendo il colpo, ma le previsioni indicano che i numeri sono destinati ad aumentare. E per invertire la rotta, serve da parte di ognuno grande senso di responsabilità. A questo proposito, una delle prime regole su cui le istituzioni hanno insistito sin dall’inizio dell’emergenza è il “non recarsi in pronto soccorso con sintomi influenzali”. Ma tuttora in molti, presi dalla paura, si precipitano in ospedale andando ad affollare le sale di attesa, accrescendo non solo le difficoltà delle strutture e del personale, ma creando al tempo stesso pericolose occasioni di assembramento.

Nel decalogo del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, il punto numero 10 recita: “In caso di febbre, tosse, difficoltà respiratorie, dolori muscolari, stanchezza, NON recarti al Pronto Soccorso: chiama il tuo medico di base per avere informazioni su cosa fare; se pensi di essere stato contagiato chiama il 112”. Sfuggendo a tale raccomandazione, si rischia di trasformare le strutture ospedaliere in veri e propri centri di diffusione del virus. Un rischio da evitare in una fase in cui è ancora possibile intervenire per evitare che la situazione sfugga di nuovo di mano.