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Cinema chiusi, il grido di dolore dei gestori: «La cultura è ben più di un sacrificabile passatempo»

I titolari del Garibaldi di Carrara: «Ci aspettavamo delle limitazioni e avremmo trovato il modo di resistere, adeguandoci, anche per pochi spettatori, anche in orari diversi dal solito»

CARRARA – «Da oggi siamo di nuovo chiusi. È una decisione difficile da comprendere, che ci lascia amareggiati perché vanifica l’enorme lavoro fatto per avvicinare il pubblico, garantire sicurezza e continuare a difendere, nonostante le difficoltà, quella cultura cinematografica su cui crediamo e abbiamo investito tutto».

Inizia così il grido di dolore dei gestori del cinema Garibaldi di Carrara, titolari anche delle sale Il Nuovo della Spezia e Astoria di Lerici, che commentano con sgomento il nuovo Dpcm firmato ieri dal premier Giuseppe Conte (qui i dettagli) che introduce ulteriori misure restrittive che comprendono, appunto, anche cinema e teatri.

«Ci aspettavamo – affermano – delle limitazioni ed avremmo trovato il modo di resistere, adeguandoci e facendo cinema comunque, anche per pochi spettatori, anche in orari diversi dal solito. Ma non ci è data questa possibilità e dobbiamo chiudere, speriamo solo per un mese».

«Nel frattempo ci auguriamo che chi deciderà del nostro futuro tenga presente, visto che si parla di salute, che per molte persone l’andare al cinema o a teatro, rappresenta una medicina, un conforto psicologico e un rimedio alla solitudine. La cultura – concludono – è ben più di un sacrificabile passatempo».