LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

«Pronto Soccorso del Noa in affanno. Subito un punto di emergenza al Monoblocco»

L'appello arriva dal comitato Primo soccorso e urgenza Carrara: "Nella zona apuane +348% di positivi al Covid negli ultimi 15 giorni. Spostare a Carrara le urgenze non gravi"

CARRARA – “Di fronte all’attuale situazione pandemica è assolutamente necessario aprire un primo soccorso con punto di emergenza territoriale integrato nel Monoblocco di Carrara”. L’appello arriva dal comitato Primo soccorso e urgenza Carrara che, in una fase di crescente preoccupazione da parte di tutto il sistema sanitario locale, torna a rivolgersi alla Asl e alle altre istituzioni. “Apprendiamo dai media quanto in questa emergenza Covid la situazione al Pronto Soccorso del Noa a Marina di Massa abbia raggiunto livelli preoccupanti, come rilevato anche dai sindacati – si legge nel comunicato -: personale medico e sanitario costretto a lavorare in situazioni proibitive, pazienti costretti ad attese estenuanti, talvolta obbligati a restare molte ore su una barella. Se l’ipersaturo Pronto Soccorso del Noa è apparso come una delle maggiori criticità fin dai tempi della sua inaugurazione, oggi la pandemia gli fa assumere aspetti drammatici”.

“Con questa visione lucidamente critica – prosegue il comitato – da sempre ci siamo battuti per l’apertura a Carrara di un Primo Soccorso ben attrezzato con punto di emergenza territoriale in orario continuato h24 durante tutto l’arco settimanale, festivi compresi, negli stessi locali occupati fino al 2015 dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Carrara. Si tratta di quei locali ristrutturati pochi mesi fa negli spazi e nell’impiantistica per ospitare i pazienti Covid dimissibili poi spostati all’ex Ospedale di Massa e quindi attualmente chiusi e inutilizzati. Nonostante gli alti costi economici sostenuti. A questo proposito vorremmo conoscerne il costo esatto degli interventi fatti anche come cittadini. Ci pare opportuno ricordare che nel 2016 il nostro Comitato a seguito della grande campagna di raccolta firme finalizzata proprio all’apertura nel Monoblocco del Primo Soccorso, ne raccolse quasi dodici mila! Fu così che il Consiglio Comunale di Carrara nella delibera n. 77 di quel 2016, con voto unanime, impegnò sindaco e giunta ad adempiere all’applicazione di 13 punti di tutela dell’attività ospedaliera e territoriale. Tra questi, il punto 2) cita testualmente “confermare nel Piano di Area Vasta le Case della salute di tipo complesso, di cui una a Carrara centro con punto di Primo Soccorso e alla creazione di un ospedale di comunità […]”.

“Oggi – fa notare il comitato – nonostante una seconda delibera del 2019, tutto il Territorio, non solo Carrara, si ritrova ancora senza Primo Soccorso mentre si registra una grave impennata di accessi in Pronto Soccorso del Noa. Qui la commistione nella sala d’attesa del Pronto Soccorso tra coloro che sono in attesa del tampone, quindi potenzialmente positivi, e tutti gli altri pazienti, rappresenta una bomba ad orologeria innescata. Nella nostra zona delle Apuane, secondo i dati dell’Agenzia Regionale Toscana di Sanità, la variazione percentuale dei positivi al Covid-19 negli ultimi 15 giorni è aumentata del 348% rispetto ai 15 giorni precedenti mentre in Lunigiana si sarebbe arrestata al 33% e in Versilia al 64%. Numeri che oggettivamente allarmano e che ci riportano agli scenari della scorsa primavera. Per intervenire efficacemente in questo quadro allarmante riproponiamo con forza l’istituzione del Primo Soccorso a Carrara: un servizio medico per rispondere a urgenze non gravi, che possono essere risolte senza ricorso immediato ad esami strumentali particolarmente complessi, a visite specialistiche o a ricovero. Il Primo Soccorso è un presidio sanitario, in cui sono presenti almeno un medico e un infermiere, dove il cittadino può rivolgersi gratuitamente per la risoluzione di disturbi di lieve entità, insorti improvvisamente, che di norma non necessitano di accertamenti diagnostici complessi. Parliamo di problematiche di bassa complessità come congiuntivi, patologie delle prime vie aeree, otalgie, dolori articolari, muscolari, ingestione di corpi estranei, gastroenteriti non complesse, cistiti e ritenzioni urinarie, contusioni e distorsioni minori, lacerazioni semplici, suture di brevi ferite, punture da insetti, ferite superficiali da suturare, abrasioni, dermatiti da contatto, ustioni da mezzi fisici e chimici fino al secondo grado, ecc. che costituiscono, su base statistica, ben oltre il 50% degli accessi in Pronto Soccorso”.
Alla Collettività di Massa-Carrara era stato promesso un incomparabile miglioramento della situazione sanitaria dopo l’apertura del Noa. Lo stesso Pal prevedeva e prevede tutt’oggi due Case della Salute a Carrara centro e ad Avenza di III livello, di tipo complesso. Una tipologia particolare, ben descritta e specificata nella deliberazione della Regione Toscana n.117 del 2015 riguardante le linee guida per le Asl sulle Case della Salute in cui è contemplato il servizio di Primo Soccorso. Tutto questo era stato scritto e sottoscritto in tempi trascorsi e recentemente nel periodo elettorale”.

“Oggi – conclude il collettivo –  in tempo di ripresa di pandemia, riteniamo vitale che Asl e istituzioni rispettino impegni e rendano attive a Massa-Carrara, la provincia “cenerentola” della Toscana, strutture sanitarie che garantiscano la Salute dei suoi abitanti”.