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I sindaci della Lunigiana: «Basiti dalle affermazioni di Bianchi su Idealservice»

LUNIGIANA – “Abbiamo letto con stupore l’intervento dell’assessore all’ambiente dell’Unione dei Comuni e Sindaco di Fosdinovo, Camilla Bianchi, sui rifiuti e contro Idealservice. Le domande che ci poniamo sono le seguenti: si accorge ora, l’assessore Bianchi, che Idealservice è un’azienda privata che gestisce, per conto dell’Unione, un servizio pubblico?” Si rivolgono così, in una nota, i sindaci della Lunigiana Riccardo Ballerini (Casola in Lunigiana), Lucia Baracchini (Pontremoli), Filippo Bellesi (Villafranca), Renzo Martelloni (Licciana Nardi) e Matteo Mastrini (Tresana), al sindaco di Fosdinovo Camilla Bianchi. “Unione dei Comuni, voluta dalla Regione e dal Pd che, negli ultimi anni, è stata smembrata privando, della bonifica, utilizzata per creare il consorzio ed adesso dei rifiuti, per creare Reti Ambiente. Una mancanza di rispetto anche per il suo presidente, lasciato solo a governare una nave alla deriva. Perché in tutti questi anni, su Idealservice, l’assessore non ha mai detto una parola? Quale sarebbe il motivo per cui un privato, se lo fa bene, non può gestire un servizio pubblico aggiudicandoselo facendo un’offerta economica conveniente per i cittadini?”
“Noi, quando era necessario – sottolineano i cinque sindaci – siamo sempre stati critici con Idealservice, ma bisogna anche riconoscere il buon lavoro che è stato fatto. In realtà i motivi per cui l’assessore Bianchi oggi si espone sono altri. Quando si parla di azienda pubblica non dice che in realtà il servizio sarà affidato ad una S.p.A, Reti Ambiente, ovvero la Gaia dei rifiuti. Una società costituita dalla Regione, una partecipata con un Consiglio di Amministrazione dove siederanno politici indicati dai partiti di governo. Questa è l’idea di pubblico della sinistra toscana e non quella che ha la gente, in buona fede, relativa ad una gestione diretta. La Regione infatti avrebbe avuto due possibilità, anzi tre: gestire direttamente il servizio senza bisogno di una partecipata oppure mettere il servizio a gara al miglior prezzo affidandolo ad un privato. Ha scelto di fare un carrozzone spacciandolo per pubblico esattamente come già fatto per Gaia, in cui i piccoli Comuni come i nastri non conteranno niente. Bisogna anche dire che oggi non ci sono certezze riguardo alla qualità del servizio e soprattutto al prezzo che Reti Ambiente potrà offrire. L’assessore infatti non dice neanche che se vorremo mantenere lo stesso servizio che abbiamo oggi, dovremo pagare di più: in alternativa, per abbassare i costi del servizio, dovremo diminuirlo”.