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Palestre, a Massa-Carrara zero focolai dalla riapertura. I titolari: «Il governo cerca un capro espiatorio» foto

Il premier Conte ha dato una sorta di ultimatum alle strutture, invitandole ad adeguarsi ai protocolli anti-Covid. Alessandro Olivieri di "Green Theory": "I contagi avvengono altrove. Se vogliono uccidere lo sport per salvare la scuola, questa è una scelta politica"

MASSA-CARRARA – E’ suonato come un ultimatum per le palestre l’invito del premier Giuseppe Conte ad adottare e far rispettare i protocolli di sicurezza anti-Covid-19. L’ultimo Dpcm ha infatti risparmiato loro la chiusura, almeno per il momento, ma per tutta la settimana le strutture saranno tenute “sotto osservazione”. Le regole base sono sempre le stesse, quelle stabilite dal giorno della riapertura post-lockdown: mascherine indossate correttamente sul volto, almeno durante gli spostamenti tra un esercizio e l’altro, pulizia dei macchinari dopo l’utilizzo e capienza limitata, con gestione degli ingressi attraverso sistemi di prenotazione. Gli attrezzi devono essere disposti in modo da garantire la distanza di sicurezza tra le postazioni e anche l’accesso agli spogliatoi deve essere regolamentato.

Seguendo passo passo questi punti, allenarsi in sicurezza è possibile. Lo confermano i titolari delle palestre di Massa-Carrara, che da maggio a questa parte non hanno registrato alcun focolaio nelle strutture della provincia, né hanno mai dovuto ricorrere a chiusure a seguito della positività di un iscritto. Anche all’azienda Usl Toscana nord ovest, dall’inizio dell’epidemia, non sono arrivate segnalazioni di questo tipo. Anche se – specifica l’asl – il trend degli ultimi giorni, con una media di 300 casi giornalieri nell’area nord ovest, ha reso sempre più difficile mantenere il collegamento con le singole attività.

“Da quando siamo ripartiti abbiamo adottato tutte le misure necessarie e fortunatamente non abbiamo mai riscontrato nessun tipo di problema – riferisce Stefania Lucchetti, titolare insieme al marito Loris Luciani della palestra King Club di Marina di Carrara – Abbiamo disposto igienizzanti in diverse aree della palestra, organizzato un sistema di registrazione degli accessi e vietato l’utilizzo di determinati macchinari, in modo da garantire sempre il rispetto della distanza interpersonale prevista. I nostri clienti sono soddisfatti e tranquilli. Lo sport è salute, in questo momento non rappresenta un rischio ed è giusto che vada avanti”.

La Green Theory, catena presente a Massa con 4 strutture, ha scelto addirittura di piazzare barriere in plexiglas all’interno degli spogliatoi e in sala pesi. La capienza massima, come da regolamento, è stata ridotta in modo da avere una persona ogni 9 metri quadrati, e nei tornelli all’entrata è stato installato un sistema che conta gli accessi. “Abbiamo voglia e necessità di essere sempre più avanti in questa lotta al Coronavirus – ha confessato il titolare di Green Theory Alessandro Olivieri – e finché ne avremo la possibilità, faremo allenare le persone in sicurezza”.

“Da quando abbiamo riaperto non c’è stato alcun caso di Covid nella nostra catena – ha riferito poi il titolare – E anzi, mi risulta che in tutta la nazione, dalla data della riapertura, ci sia stato un solo focolaio in una palestra di Roma, che ha coinvolto una quindicina di persone. Quello che mi preoccupa è che il governo stia cercando un capro espiatorio e che lo abbia trovato nelle palestre. Ma i dati parlano e ci dicono che i contagi avvengono altrove. E’ inoltre provato che le persone allenate resistono a questo virus molto meglio rispetto a chi non è allenato. Quando si valutano certe chiusure, quindi, bisogna anche valutare quanto queste aiutano veramente il sistema sanitario nazionale”.

“Se vogliono uccidere lo sport per salvare la scuola, questa è una scelta politica – ha concluso infine Olivieri – La verità è che le palestre sono luoghi sicuri, mentre non si può dire lo stesso per le scuole, dove ogni giorno vengono rilevati nuovi casi. O per il trasporto pubblico, dove le persone viaggiano ammassate in pochi metri quadrati. Nelle palestre il rischio è ridotto al minimo. E ripeto, i numeri lo confermano”.