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«Non siamo contro i lavoratori del marmo. Loro vittime come noi». Athamanta lancia la mobilitazione “intergalattica”

L'associazione ambientalista rimanda il corteo nazionale e invita la cittadinanza a prendere parte al flash mob, sabato 24 ottobre alle ore 15.30 in piazza Alberica

MASSA-CARRARA – Athamanta lancia un appello a tutta la cittadinanza per la giornata di mobilitazione prevista per sabato 24 ottobre: “Alla luce della situazione generale dovuta alla crisi pandemica in atto e al fine di prestare la massima attenzione alla salute di tutti e tutte, abbiamo progettato una mobilitazione che permetterà a chiunque lo desideri di essere presente il 24 ottobre per ribadire la necessità di fermare la devastazione dei nostri territori”.

Athamanta rilancia dunque la mobilitazione spiegando che: “con un po’ di ironia, vogliamo dire che non ci fermeremo, anzi, più difficoltà si presenteranno, più lanceremo il cuore oltre l’ostacolo, forti della convinzione delle nostre ragioni. Abbiamo lavorato duramente e ricevuto centinaia di adesioni da tutta Italia; abbiamo tradotto il nostro materiale informativo in inglese; abbiamo inviato messaggi in tutto il mondo chiedendo solidarietà e azioni di supporto nei vari territori sotto l’hashtag #FermiamoLaDevastazione. Abbiamo inoltre chiesto alle tante realtà aderenti di organizzare momenti dislocati nei vari territori in quella giornata per evitare che il grande afflusso potesse rappresentare un pericolo ingestibile in una fase così delicata. Siamo pronti a portare la questione Apuana fuori dai confini nazionali e affiancarla a tutte quelle lotte per la salvaguardia di vita e territori presenti in tutto il mondo, e, se ce ne fossero, in tutta la galassia”.

Athamanta spiega l’organizzazione per la giornata di sabato: “vogliamo porre la cura al centro della nostra azione. La piazza sarà organizzata in modo da garantire 2 metri di distanza tra ogni partecipante e tutti i presenti dovranno essere muniti di mascherina. Per prendere parte alla meravigliosa coreografia che abbiamo immaginato, basterà portare con sé un ombrello, il più grande possibile, e comunicare al più presto la propria presenza via email (athamanta.ms@gmail.com). Questa comunicazione permetterà di organizzare il tutto con la massima precisione e sicurezza possibile. Ogni persona iscritta riceverà tutte le indicazioni specifiche per quel giorno.”

Da Athamanta fanno inoltre sapere che parte integrante della mobilitazione sarà una camminata in montagna della durata di circa due ore e adatta a tutti e tutte. Il ritrovo è alle 8:30 al piazzale dell’Uccelliera a Campocecina, sempre il 24 ottobre, rigorosamente muniti di scarpe ed abbigliamento consoni all’ambiente montano.

Athamanta torna a sottolineare che il corteo di portata nazionale non è annullato ma solo rimandato a data da definirsi sulla base dell’evoluzione della pandemia globale da covid-19 e conclude “la fase attuale non ci permette di scendere in piazza nelle modalità che avevamo previsto. Tuttavia, il 24 ottobre resterà una giornata fondamentale per fermare la devastazione dei nostri territori: il primo grande flash mob intergalattico della storia apuana alle ore 15:30 in piazza Alberica. Abbiamo dovuto rimandare il corteo nazionale ma la nostra mobilitazione di quel giorno sarà comunque riproposta in diretta su tutte le galassie!”.

«LA CONTRAPPOSIZIONE NON È TRA AMBIENTE E LAVORO»

Athamanta si esprime anche sul dibattito aperto in queste settimane che fa percepire lavoratori e ambientalisti su due fronti contrapposti: “È importante dirsi chiaramente che la contraddizione costruita in queste settimane, ma non solo, in questi decenni, che vede lavoratori e ambientalisti su due fronti differenti non ha senso di esistere ed è giunto il momento di porvi fine. L’ambientalismo non è contro il lavoro, bensì lotta per il presente e per il futuro di tutti e tutte: abitanti, comunità, lavoratrici e lavoratori inclusi”.

Athamanta aggiunge che “il disastro ambientale inflitto alle Alpi Apuane non è isolato: si inscrive nella cornice delle economie di rapina che spogliano i territori delle loro ricchezze, trasformate in profitto per pochissimi, lasciando alla comunità e all’ambiente solo distruzione, precarietà e impoverimento culturale ed economico. Dobbiamo fermare insieme la devastazione del nostro territorio che si ripercuote anche nel mondo del lavoro attraverso il precariato, il ricatto occupazionale e la monocultura del marmo, opponendo criminosamente il lavoro alla salute e all’ambiente, in un territorio che è così divenuto il più povero dell’intera regione e quello con il più alto tasso di disoccupazione giovanile.”

A partire da questa analisi, Athamanta ribadisce che “l’unica vera contrapposizione ad oggi esistente è tra chi viene sfruttato e chi sfrutta, tra chi fomenta delle narrazioni brutali e anti-umane e chi invece cerca il dialogo intorno ad argomenti e problematiche che vanno oltretutto ben oltre noi che oggi viviamo in questo territorio. In sintesi l’unica vera contrapposizione è tra capitale e vita.” Athamanta invita dunque a riflettere: “che futuro stiamo lasciando alla generazione a venire? Dobbiamo rivendicare insieme il diritto ad un lavoro sicuro, etico, senza rischi per la salute, per la vita delle persone e dell’ambiente, che sia equamente retribuito per tutti e tutte. I dati a disposizione parlano chiaro: solo l’1% della popolazione provinciale lavora in cava, mentre 4 milioni di tonnellate vengono estratte ogni anno dalle Apuane; questo sistema causa un incidente mortale in media ogni anno, a cui si aggiungono gli innumerevoli infortuni, spesso nascosti a causa del ricatto in atto. Abbiamo tutti e tutte il compito di fermare la trasformazione del nostro territorio in distretto minerario, la bieca predazione, la privatizzazione e la mercificazione dei beni comuni. Abbiamo il diritto ad un ambiente sano, pulito, sicuro e prospero per tutti e tutte, oggi e per le comunità future. Non dobbiamo permettere che questo diritto possa essere messo in contrapposizione al diritto a lavorare e ad avere un reddito e dobbiamo farlo insieme, ambientalisti e lavoratori”.

Athamanta conclude dicendo che “non siamo assolutamente contro i lavoratori del settore marmo. Proprio come loro, siamo vittime di questo sistema che continuamente mette in contrapposizione il diritto a lavorare e ad avere un reddito e quello a vivere in salute. È fondamentale capire che soltanto uniti costruiremo un mondo migliore. In alcun modo vogliamo alimentare quella narrazione prodotta dagli industriali del marmo che cerca di creare uno scontro tra le vittime di questo sistema con il solo scopo di difendere i propri profitti a scapito della comunità”.