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Alberghiero “Minuto”, genitori e studenti sul piede di guerra: «19 giorni di ritardo sulle comunicazioni»

I genitori e gli alunni dell'alberghiero di Marina di Massa scrivono al presidente della provincia, al prefetto, all'ufficio scolastico regionale e provinciale: «Chiediamo che gli organi competenti si attivino per limitare al minimo i disagi per gli studenti e le loro famiglie»

MARINA DI MASSA – I genitori e gli allievi dell’Istituto “Minuto” di Marina di Massa, sono di nuovo in agitazione. «Avendo da mesi presentato domanda per alloggiare in convitto – spiegano nella lettera inviata al presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, al prefetto, all’ufficio scolastico regionale e provinciale – siamo stati informati nella giornata di venerdì (16 ottobre 2020) che le attività convittuali avranno finalmente inizio domani (lunedì 19 ottobre 2020 ndr). Tale informativa è arrivata solo in serata, e per di più con il solo elenco per la prossima settimana, impedendo quindi ogni forma di organizzazione da parte delle famiglie».

«Da Regolamento – precisano genitori e alunni – le attività del convitto sarebbero dovute iniziare lo scorso 1 ottobre. Diciannove giorni di ritardo hanno inciso pesantemente sulla preparazione dei nostri figli, molti dei quali oggettivamente impossibilitati a pendolare. Il ritardo, inoltre, ha avuto per molte famiglie anche un pesante impatto economico. La scuola ha brillato per la sua assenza: non abbiamo ricevuto nessun tipo di informazione
e alla gran parte delle nostre mail (incluse quelle inviate via Pec) non è stata data risposta – lamentano – Durante l’incontro con il presidente della Provincia in data 17 settembre 2020, ci è stato pubblicamente assicurato che il numero di posti in convitto era pari a 75: solo il 4 ottobre siamo venuti a conoscenza (sempre per vie traverse) che i posti sarebbero stati 63. Ci è stata mandata mail in cui si chiedeva se avremmo accettato la turnazione per non lasciare fuori nessuno, e dato il colpevolissimo ritardo della scuola abbiamo acconsentito, dato che altrimenti oltre venti persone avrebbero perso l’anno scolastico. Infatti, stante le attuali normative covid riuscire ad iscriversi ad altra scuola è quasi impossibile. Inoltre, nel caso dei ragazzi di quinta, che devono sostenere l’esame di Stato, cambiare scuola ad anno scolastico ampiamente iniziato sarebbe stato molto penalizzante. Secondo il regolamento l’accettazione presso il convitto avrebbe dovuto essere comunicata all’atto dell’iscrizione, non certo ad ottobre inoltrato – precisano alunni e genitori – Invocare le problematiche legate al covid è pretestuoso, perché tali problematiche erano già ben presenti a giugno e il Dpcm era in vigore sino a fine settembre».

Premesso tutto questo, genitori e alunni chiedono: che si garantisca ai ragazzi maggiorenni, esclusivamente durante le settimane di turnazione, un alloggio fuori dal convitto, dato che nel loro caso non esistono problemi di responsabilità penale, e «dato che per loro è essenziale poter frequentare i laboratori»; tale alloggio dovrà essere pulito e sanificato alla fine della settimana, come da normativa covid; che sia attivata la didattica a distanza per tutti coloro che sono costretti a casa dalla turnazione (dal Giglio o dall’Elba certamente non possono pendolare)
e che si riconsideri il numero di studenti che possono alloggiare al convitto, portandolo ai 75 promessi dalla Provincia. «Le omissioni, i ritardi e la poca trasparenza da parte della scuola hanno gravemente danneggiato i
ragazzi e le loro famiglie – ribadiscono nella lettera firmata dai genitori dei singoli studenti – In particolar modo, non possiamo non stigmatizzare il comportamento poco professionale del precedente Ds, che ha lasciato la scuola a se stessa, senza nessun riguardo per 85 ragazzi. Chiediamo pertanto – concludono – che gli organi competenti si attivino per limitare al minimo i disagi per gli studenti e le loro famiglie .