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Rifiuti, l’obiettivo di Asmiu: «Raccolta differenziata al 65% a fine 2022. Buoni risultati da bagni e campeggi»

L’azienda pubblica del Comune di Massa si sofferma sui dati pubblicati dall’Agenzia Regionale Recupero Risorse. Il collettivo Mcc: «I dati a fine 2019 certificano un fallimento»

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MASSA – L’azienda Asmiu si sofferma sui dati pubblicati dall’Agenzia Regionale Recupero Risorse in merito alle Raccolte Differenziate della provincia di Massa-Carrara. In particolare in riferimento ai risultati, in termini di percentuali, ottenuti dal Comune di Massa. «Innanzitutto – afferma l’azienda pubblica – ci teniamo a precisare che l’esito estremamente negativo delle Raccolte Differenziate non rappresenta altro che un’istantanea dei dati raccolti al 31 dicembre 2019 ed è rappresentativo di scelte pregresse. Ciò è chiaramente dimostrabile dal trend che ha caratterizzato le raccolte differenziate degli ultimi anni evidenziato in queste percentuali: 2014/29,72% – 2015/32,16% – 2016/29,10% – 2017/32,63% – 2018/31,98%. Non vogliamo soffermarci sulle motivazioni che hanno impedito un’inversione di rotta e certamente non ci abbattiamo per risultati che non ci appartengono e che, peraltro, non hanno ancora una loro ufficialità».

«Chi li ha pubblicati – evidenzia Asmiu – ha sicuramente canali preferenziali. Quello che invece è al centro del nostro interesse sono gli obiettivi che questa azienda si è prefissa di raggiungere in questo anno 2020, prendendo in mano il volano del cambiamento ma sempre e comunque con il sostegno della cittadinanza. Ed è per questo che nonostante le particolari avversità che hanno caratterizzato l’anno in corso, l’azienda ha continuato sempre a guardare oltre, a lavorare anche nei momenti drammatici quando tutto sembrava incerto e instabile. Non è stato facile rimanere saldi nelle proprie scelte tra tanti ostacoli ma l’azienda ha, con profitto, perseguito l’obiettivo. Per farsi sentire più vicina ai cittadini che dovevano affrontare un nuovo percorso nell’acquisizione di comportamenti corretti in materia di Raccolta Differenziata, ha allestito Info Point nelle zone interessate dalla raccolta domiciliare, con personale che alla consegna del Kit mettevano a disposizione anche le proprie competenze e conoscenze per informare/formare cittadini consapevoli e responsabili del grande salto di qualità e civiltà che si accingeva a fare la nostra comunità».

«Il grande entusiasmo di cui ci siamo armati tutti, indistintamente, non ci ha, naturalmente, evitato le resistenze di alcuni alle novità. Ma abbiamo saggiamente capito che la riluttanza ad adeguarsi ad un diverso sistema gestionale dei rifiuti era semplicemente dovuto ad una categoria di pensiero oramai stratificata nel tempo favorita dalla completa assenza di una politica ambientale, messa all’angolo da amministrazioni non intenzionate ad investire su una maggiore sostenibilità atta ad impedire il degrado e il consumo di materie prime. Nel territorio comunale si sono affacciati all’orizzonte soltanto pallidi approcci al sistema di raccolta differenziata, ma l’inadeguatezza e la mediocrità dei sistemi sperimentati nel recente passato ha contribuito solo a rendere i cittadini ancora più scettici e maldisposti nei confronti di un sistema poco efficiente e anche poco efficace il cui fallimento gestionale è rappresentato dalle percentuali citate da alcuni organi di stampa. Ma sono soltanto i numeri che possono confortarci sul fatto di come l’impegno profuso in un progetto che, oltre a riscattare la nostra città e i suoi abitanti, ci pone ad un alto livello di civiltà dove i comportamenti etici e responsabili sono al centro degli interessi comuni».

«A settembre del 2020 la raccolta differenziata è già salita a un 39,32% di rifiuti riciclati. Risultato questo incrementabile nei mesi successivi con una previsione dell’oltre il 40% di raccolta differenziata per l’anno 2020. In base a questo andamento positivo possiamo sicuramente prevedere, con minimi scarti, che la differenziata alla fine del 2021 si attesterà sopra il 50% e raggiungerà la soglia del 65% nel corso del 2022. Dati ulteriormente particolareggiati provengono dalle zone del territorio comunale in cui si è avviata la raccolta domiciliare. Per la zona Partaccia/Alteta, la prima a partire il 5 marzo scorso, la raccolta differenziata si attesta sull’80% per le utenze domestiche e 60% utenze non domestiche. Ricortola: 78% utenze domestiche, 63% utenze non domestiche. Ronchi/Poveromo: 81% utenze domestiche 69% utenze non domestiche. Grandi risultati si sono ottenuti anche presso le utenze balneari che nei quattro mesi estivi hanno raggiunto l’apprezzabile quota del 70%. Non da meno i campeggi che, nei mesi di apertura da luglio a settembre, sono riusciti a differenziare il rifiuto del 61%. Percentuali, quindi, ragguardevoli per una tipologia di utenza, quella estiva, che sappiamo andare a gravare ulteriormente sul quantitativo di rifiuto indifferenziato prodotto».

A corollario di quanto dichiarato e riconducibile alla tendenza al rialzo delle differenziate «un dato significativo – aggiunge Asmiu – è quello della forte riduzione della raccolta indifferenziata (6.000 tonnellate in meno) pari o poco superiore ad un 16% rispetto all’anno 2019. Questi sono i numeri che ci interessano e che Asmiu ha raggiunto in sintonia con un’amministrazione comunale che, in linea con i principi dello sviluppo sostenibile e tutela del territorio, ha consentito all’azienda di attuare una nuova gestione del rifiuto che, oltre ai traguardi raggiunti nella raccolta differenziata, incida sul decoro cittadino anche attraverso alla maggior consapevolezza raggiunta dai suoi abitanti».

MASSA CITTÀ IN COMUNE: «I DATI A FINE 2019 CERTIFICANO UN FALLIMENTO»
A intervenire sulla questione raccolta differenziata, dall’opposizione, è il collettivo Massa Città in Comune. Riportiamo di seguito la nota giunta in redazione.

I dati che sono stati certificati sulla raccolta differenziata di Asmiu, usciti in questi giorni, stanno lì a testimoniare come un progetto che era stato propagandato come “rivoluzionario” si è invece dimostrato un fallimento. I numeri, per lo meno fino alla fine del 2019, bocciano su tutti i fronti chi ha gestito la raccolta, sia in termini politici che tecnici. La Toscana mediamente riporta una crescita del 4% di raccolta differenziata rispetto al 2018; Massa perde 2 percentuali allontanandosi sempre più dagli altri territori. Eppure erano stati annunciati cassonetti intelligenti, campagne di sensibilizzazione senza precedenti, azioni di repressione attraverso video sorveglianza da fare invidia al Mossad. La gestione Porzano industrialmente parlando è stata un fallimento, purtroppo è scappato per tempo senza renderne conto alla città.

Rileviamo in questa tragica situazione per il servizio di raccolta dei rifiuti nel nostro comune un silenzio assordante delle opposizioni, forse ancora distratte a capire se il vincitore delle elezioni regionali avrà una adeguata poltrona oppure no. Sarebbero dovute partire a nostro avviso iniziative importanti, istituzionali e non, per chiedere conto a questa amministrazione del fallimento dal lato della raccolta dei rifiuti, magari mettendo in discussione anche i passaggi di gestione delle varie partecipate avvenuti solo pochi mesi fa. Non si sta parlando di una buca nell’asfalto, ma di un servizio che è strettamente legato con la salute del nostro territorio, con la visione politico-ecologica del mondo, con i conti di bilancio del nostro comune. Il milionario stanziamento straordinario previsto dall’amministrazione a favore di Asmiu va ancora nella direzione fallimentare di confermare la politica industriale fatta sino a oggi? Se così fosse ci aspetteremmo più di un passo indietro da parte di qualche amministratore. Come collettivo invitiamo l’opposizione consiliare non a “dire qualcosa di sinistra” ma a “dire qualcosa”; ha strumenti superiori ai nostri per poter argomentare, siede nelle sedi istituzionali opportune, ha risorse finanziarie infinitamente più grandi delle nostre per fare “politica” e allora agisca.

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