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Baristi e ristoratori apuani contro il nuovo Dpcm: «Non risolverà il problema movida» sondaggio

Chiusure anticipate a mezzanotte per i locali, ma i titolari obiettano: «Se chiudono i bar e i ragazzi nel frattempo si spostano nelle strade e nelle piazze, magari a bere una birra comprata al supermercato, cosa cambia?». Intanto prosegue il sondaggio della Voce Apuana

MASSA-CARRARA – “Il nuovo dpcm non risolverà le cose”. Sono tutti d’accordo i baristi e ristoratori di Massa-Carrara, che dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni formulate dal governo Conte per contrastare la pandemia. Tra i punti del decreto, firmato dal premier nella notte tra il 13 e il 14 ottobre, c’è infatti la chiusura anticipata dei locali a mezzanotte e il divieto di consumare al banco o davanti al bar/ristorante dopo le 21. Una norma che dovrebbe contrastare la formazione di assembramenti nelle zone e negli orari della “movida”, ma che, secondo gli esercenti apuani, si rivelerà inutile e dannosa per chi possiede un’attività di ristorazione.

“Il problema dell’aumento dei contagi non si risolverà con la chiusura anticipata di bar e ristoranti – sostiene Gianmaria Menconi del Bristol Lounge Caffè di Marina di Carrara – I ragazzi continueranno, anche dopo la mezzanotte, a stare in giro fuori dai locali creando assembramenti. Finché ci era concesso chiudere alle 2, potevamo essere noi in prima persona a controllare la situazione e ad intervenire con segnalazioni in caso di situazioni a rischio. L’unica speranza, adesso, è che i ragazzi capiscano di anticipare gli orari e si adattino a un modo diverso di divertirsi. In ogni caso questo è un dpcm ammazza commercio, per l’ennesima volta siamo noi ristoratori il capro espiatorio”.

“Un dpcm ridicolo e insufficiente a ridurre i rischi di contagio – aggiunge Sauro Venuti, titolare dell’Hermes Bar in piazza Mercurio, a Massa – In questi mesi di riapertura, se andiamo a vedere, ci sono stati pochissimi casi, a dimostrazione che i contagi avvengono in altri contesti. Se oggi ci troviamo in questa situazione è perché a giugno, invece di riaprire le frontiere, bisognava invece tenerle chiuse ed evitare di mandare la gente in vacanza con i soldi dello Stato. Adesso la pagano di nuovo i bar. Ma allora dovrebbero chiudere tutti i luoghi di aggregazione: scuole, asili, attività sportive. Perché solo i bar?”

Dello stesso avviso il “vicino di casa” Giuseppe Bigini, titolare del Tabi Wine Bar, sempre in piazza Mercurio. “Non so fino a che punto possa servire questo provvedimento. La gestione dei clienti per noi non sarà semplice, soprattutto durante i weekend. Già adesso ci troviamo ad affrontare un primo calo rispetto agli ultimi mesi, che per noi sono stati molto produttivi. Alla fine abbiamo lavorato di più dopo il lockdown che prima, forse il fatto delle discoteche chiuse ha spinto i ragazzi a passare più tempo nei locali. Ora questo nuovo dpcm si presenta come una nuova sfida. Non si sa bene a cosa andremo incontro”.

Qualche preoccupazione in meno per i ristoranti, per i quali la chiusura alle 24 è tutto sommato un problema relativo. “Chi verrà più colpito sono bar e pub perché, alla fine, le persone a mezzanotte hanno finito di cenare, specialmente in inverno – sottolinea Diego Crocetti del ristorante La Maison di Marina di Carrara -. I pub, invece, verranno messi ancora una volta in ginocchio. Chi lo ha detto che le persone si contagiano nei ristoranti e nei bar? Per fermare il contagio sarebbe stato meglio, forse imporre un coprifuoco: a mezzanotte tutti a casa e zero persone per le strade. Ma se chiudono i locali e i ragazzi nel frattempo si spostano nelle strade e nelle piazze, magari a bere una birra comprata al supermercato, cosa cambia?”.

Intanto prosegue il sondaggio sul nuovo Dpcm anti-covid firmato dal premier Giuseppe Conte. Sei d’accordo? Rispondi qui sotto.

Sondaggio

Il nuovo Dpcm anti-covid: a casa non più di sei ospiti se non conviventi, stop agli sport di contatto tra amici e chiusure anticipate per bar e locali. Sei d'accordo?

  • Sì, è un provvedimento proporzionato al momento (38%)
  • No, produrrà più danni alle attività economiche che benefici alla salute (26%)
  • Sì, però avrei preferito misure ancor più restrittive (26%)
  • No, sono misure esagerate (10%)
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