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Insegnanti precari in piazza a Massa: «Cattedre scoperte e scuole in sofferenza. E per noi nessuna certezza» foto

Al sit-in presenti anche i rappresentanti di Flc Cgil: «Ripartenza gestita in maniera dissennata». E sul sostegno un'insegnante protesta: «Convocazioni dal 15 ottobre: un mese intero di scuola perso. Questa è una violazione della Costituzione»

MASSA – Gli insegnanti apuani tornano a scendere in piazza. In contemporanea alla manifestazione di Roma e seguendo l’esempio dei colleghi in tutto il Paese, ieri pomeriggio in piazza Aranci a Massa una ventina di precari di Massa-Carrara ha dato luogo a un sit-in di protesta. Le ragioni sono ormai note: graduatorie “pazze” con insegnanti penalizzati dal nuovo sistema di attribuzione dei punteggi, cattedre ancora da assegnare e materie scoperte a due settimane dalla ripartenza delle scuole e una situazione di incertezza generale che rende sempre più difficile l’organizzazione della didattica.

“Siamo qui per dire che non è vero che va tutto bene e che il 14 settembre non è andato tutto come doveva andare – è lo sfogo di Benedetta Lanza, insegnante, lo scorso anno, alla scuola media Parini di Romagnano -. Le convocazioni stanno avvenendo in grave ritardo. Alcune materie poi, come quelle umanistiche o il sostegno, dovranno aspettare più di altre. Il risultato è che le scuole sono in sofferenza in un’epoca in cui ci sarebbe stato bisogno di tutto l’organico e forse anche di più. Per le nomine, stando a quanto dicono, si andrà alla metà di ottobre. Ma in realtà certezze non ne abbiamo. Si sta solamente rimandando e rimandando”.

“Doveva essere fatta una stabilizzazione dei precari, che significava innanzitutto riconoscere l’esperienza in campo degli insegnanti e il valore del loro lavoro – ha aggiunto Valeria Tranchinetti, che l’anno scorso ha lavorato al C.p.i.a (Centro Provinciale di Istruzione Adulti), a Carrara -. La ministra Azzolina forse non sa che esistevano diverse vie per raggiungere questo obiettivo, ci poteva essere ad esempio l’anno di prova con corsi integrativi e una prova finale. In questo modo si sarebbe garantita continuità didattica alla scuola e si sarebbe evitato al contempo il disastro delle Gps, con madornali errori nelle graduatorie. E attenzione, perché siamo decine di migliaia di precari, e un contratto di tipo indeterminato consentirebbe a molti di noi l’accesso al credito, a mutui e finanziamenti. Anche l’economia dunque ne gioverebbe. Quello che manca è proprio una visione reale della situazione”. Una situazione particolare è quella degli insegnanti di sostegno. “Le loro convocazioni – spiega l’insegnante – verranno fatte dal 15 di ottobre. Ci chiediamo dunque, perché chi ha diritto al sostegno perde un mese di scuola? Questa è una violazione della Costituzione, nello specifico del diritto allo studio. Perché questo accanimento contro la categoria, e contro la scuola, che è la base della società?”

A fianco degli insegnanti presenti al sit-in anche i rappresentanti di Flc Cgil. “La gestione di questo inizio di anno scolastico è stata dissennata – ha sottolineato la segretaria Isa Zanzanaini -. Malgrado la ministra Azzolina sapesse quali sarebbero state le procedure da attuare, attraverso una serie di scelte sbagliate ha concorso a determinare questa situazione. Ha ragione a dire che la scuola era disastrata già prima, ma con le risorse che ha procurato alla scuola, se ci fosse stata una programmazione oculata delle assunzioni e una stabilizzazione dei precari, quest’anno davvero potevamo iniziare in maniera ordinata. Anche perché la ministra ha rimesso buona parte dei miliardi tagliati negli anni precedenti. Ma fare le cose tardi per la scuola è come non farle, perché si tratta di una macchina complessa. E se non si fanno le scelte giuste nei momenti giusti, l’organizzazione alla fine è compromessa”.