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A rischio sfratto il museo etnografico di Antona, Italia Nostra: «Intervenga il sindaco»

Si tratta di una struttura con preziosi libri di storia sulla antica tribù dei Liguri Apuani, documenti sulle tradizioni artistiche poetiche-musicali del Canto del Maggio e favole della montagna, poesie, ricette della tradizione dei paesi montani.

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MASSA – Appello dell’associazione Italia Nostra al sindaco di Massa: “salvi il museo etnografico di Antona”.

“Sig. Sindaco – scrivono in una lettera aperta – nel paese d’Antona da anni esiste un piccolissimo Museo etnografico che racchiude alcune testimonianze della cultura e delle tradizioni dei suoi abitanti. Tra queste mura si possono trovare preziosi libri di storia sulla antica tribù dei Liguri Apuani, che tanto filo da torcere dettero alle legioni romane; vari documenti sulle tradizioni artistiche poetiche-musicali dal Canto del Maggio storico a racconti e favole della montagna, poesie, ricette della tradizione, il tutto ben custodito ed esposto insieme a costumi tradizionali, dipinti, oggetti del lavoro dei campi, della casa e le varie lavorazioni gastronomiche come la castagna, il granturco il miele e la torta di riso etc-etc.
Il piccolo monolocale é tenuto e organizzato da un gruppo di cittadini volontari appassionati di cultura, storia e tradizioni organizzati in Associazione Culturale Antona, ed è proprio questa loro passione che li ha spinti e li spinge ad occuparsi di tutti gli aspetti di questo “museo del ricordo”, spesso pagando personalmente le spese di manutenzione e organizzazione.
Oggi apprendiamo con dispiacere dalla stampa che il Museo é in pericolo di sfratto e di conseguenza di chiusura. Per questo, Sig. Sindaco, ci rivolgiamo a Lei perché possa scongiurare la possibile perdita di questa lodevole iniziativa.
Le chiediamo di intervenire, non solo per salvare questa unica testimonianza della nostra storia e della cultura, ma anche e sopratutto per salvare questo importante bagaglio di cultura e tradizioni che vanno tramandate alle nuove generazioni perché senza la conoscenza del passato non c’é speranza in un futuro migliore”.

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