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Traforo della foce, contro il progetto alzata di scudi da sinistra a destra

Il progetto presentato ieri da Forza Italia non piace proprio a tutti. Dalla consigliera comunale Roberta Dei all'ex coordinatore della commissione sanità del partito Mauro Rivieri, passando per il dirigente di Libertà e diritti Mario Cipollini per poi arrivare all'opposizione del collettivo Massa Città in Comune e a quella di Riccardo Bardoni della lista Toscana a Sinistra per Tommaso Fattori presidente, sono già diverse le realtà che si esprimono per il no alla mega opera che prevede la creazione di un tunnel per collegare la città di Massa a quella di Carrara.

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MASSA-CARRARA – Il traforo della Foce, progetto presentato ieri da Forza Italia, non piace proprio a tutti i militanti di Forza Italia. Dalla consigliera comunale Roberta Dei all’ex coordinatore della commissione sanità del partito Mauro Rivieri, passando per il dirigente di Libertà e diritti Mario Cipollini per poi arrivare all’opposizione del collettivo Massa Città in Comune e a quella di Riccardo Bardoni della lista Toscana a Sinistra per Tommaso Fattori presidente, sono già diverse le realtà che si esprimono per il no alla mega opera che prevede la creazione di un tunnel per collegare la città di Massa a quella di Carrara. C’è chi solleva l’aspetto dei grandi costi (20 mln di euro) e degli apparenti pochi benefici del progetto, chi quello legato all’impatto ambientale. C’è chi sostiene che il traforo sarebbe destinato unicamente al transito dei camion del marmo. E chi chiede al partito di Forza Italia di costituire una commissione regionale per il contrasto del fenomeno mafioso, così da scongiurare, come avvenuto per la costruzione della Strada dei marmi, che sul progetto si soffermi la lente della Dia.

Nel merito, i forzisti dissidenti sostengono che: “Quella parte di Forza Italia che propone “quest’idea” non ha valutato i costi e benefici, l’impatto ambientale, il dissesto e l’inquinamento che la costruzione di questo tunnel provocherebbe. Inoltre non ha considerato i danni che “quest’opera” causerebbe alla salute umana, nei luoghi coinvolti dalla costruzione , dal momento che questa valle è abitata. Ciò di cui ha bisogno la viabilità a Massa – aggiungono – è la costruzione  di un’opera infrastrutturale come la variante Aurelia, che può essere realizzata con i  Fondi Europei e non ha certo bisogno del traforo della Foce. Traforo che sarebbe  perfettamente inutile, il risparmio di tempo che garantisce è di tre minuti visti i pochi chilometri che separano Massa da Carrara con l’attuale rete viaria. E’ evidente che quando si fa campagna elettorale unicamente  per ambizione e visibilità personale ,non si affrontano i veri nodi strutturali della viabilità cittadina. Massa ha bisogno di spostare il transito di attraversamento dei mezzi pesanti fuori dal centro”. Da qui l’appello dei forzisti alla deputata Debora Bergamini, presente all’annuncio del progetto: “Chiediamo all’onorevole Bergamini se la sua presenza significa appoggiare e sostenere questo progetto inutile e dannoso per il nostro territorio. L’onorevole – continuano – dovrebbe essere a conoscenza  che questa Amministrazione non riesce a risolvere nessuno degli annosi problemi che affliggono la nostra città, che lei rappresenta come deputata, quali la presenza  di presidi industriali nel centro città, la viabilità, i ponti che sono pericolosi e in parte chiusi non riuscendo più a sostenere il transito di mezzi pesanti, che con la presenza del traforo aumenterebbe,senza poi parlare della disoccupazione giovanile ,del diritto alla casa, del turismo, dell’ambiente, degli aiuti alle famiglie, ai commerciati, agli artigiani, alle imprese e non ultimo il cavallo di battaglia di questa Amministrazione grazie a cui ha vinto le elezioni,la tanto annunciata riforma  GAIA mai avvenuta.E’ questo il cambiamento a cui fa riferimento la Bergamini?Noi sinceramente non lo vediamo”.
La Toscana a Sinistra rappresentata a Massa-Carrara dal candidato Riccardo Bardoni, commenta: “Le manie delle grandi opere distruttive che fanno clamore e danni al territorio escono fuori soprattutto in vicinanza delle elezioni ed è sempre la destra a farsi carico di distruggere il territorio. Parla di progresso, di vantaggi di tempo, di comodità, sfidando gli equilibri della natura che poi, un giorno, presenterà il conto”. Nel merito, secondo Bardoni: “Questa opera porterà una cosa certa: polveri ed inquinamento del borgo di Mirteto, minerà il fragile equilibrio delle colline del Candia (ci siamo già dimenticati delle frane che hanno portato tragedie sul nostro territorio?), snaturerà un ambiente che invece andrebbe valorizzato. Invece di pensare ai trafori che faciliterebbero esclusivamente il passaggio di mezzi pesanti del marmo in arrivo da Carrara con tutto il loro carico di inquinamento, noi di Toscana a Sinistra crediamo che borghi come Mirteto debbano essere valorizzati per l’ambiente che lo circonda, per le attività agricole legate al vino, per la sua storia . Non è difficile immaginare lo sviluppo di attività legate all’agricoltura contadina che una legge da noi proposta e approvata in consiglio regionale permette di creare senza passare dai mercati che sfruttano i piccoli produttori. Noi questo immaginiamo per Mirteto, non un semplice crocevia polveroso e inquinato in cui sarà sempre più difficile vivere in maniera dignitosa, che verrà abbandonato velocemente dai suoi abitanti, ma un borgo che sia valorizzato per la propria storia, la propria identità, la propria bellezza naturale. Ci opporremo in ogni sede, istituzionale e non – conclude il candidato Riccardo Bardoni – se questa assurda ipotesi venisse solamente progettata”.
Secondo il collettivo Massa Città in Comune il progetto sarebbe destinato unicamente al transito dei mezzi pesanti del settore lapideo e dal gruppo nasce l’appello per la costituzione di una commissione contro le infiltrazioni mafiose: “Il traforo della Foce serve unicamente a collegare il tunnel di base usato per realizzare “la strada dei marmi”, oggi abbandonato – scrive in una nota il collettivo – per trasferire più velocemente i camion provenienti dalle cave di marmo di Carrara dentro la viabilità di Massa. Il bluff delle ambulanze verso il NOA è un escamotage che furbescamente Forza Italia prova a usare per nascondere ai residenti del Mirteto il vero obiettivo del traforo. Siamo da sempre contro questa opera inutile e ambientalmente devastante che il centro studi De Gasperi continua a riproporre a ogni competizione elettorale. Nessuno fra i sostenitori dell’opera parla delle centinaia di transiti giornalieri di camion, in via Vitali e via Salvetti, che deriveranno dall’apertura di un cantiere di scavo con milioni di metri cubi di terre e rocce da rimuovere.
Oggi il Candia e le sue attività agricole hanno bisogno di opere infrastrutturali che sviluppino un turismo lento e verde, con percorsi ciclopedonali finalizzati a creare una rete di media collina che leghi le nostre comunità di qua e di là dalla Foce. Le colline del Candia hanno bisogno di investimenti sulla difesa idrogeologica perché i fenomeni legati ai cambiamenti climatici sono sempre più frequenti con bombe d’acqua devastanti come purtroppo abbiamo sperimentato. Il Candia ha bisogno di manutenzione all’attuale rete viaria in pessime condizioni sia per i residenti sia per le attività agricole e turistiche che sono presenti in gran numero. Invece ci troviamo con proposte elettorali che potrebbero solleticare appetiti speculativi, richiamando l’interesse delle mafie, così come avvenuto per la “strada dei marmi”. Noi non dimentichiamo la Relazione della DIA del 2011 che segnalava “la non episodica partecipazione ai lavori” di imprese vicine alla criminalità organizzata, sosteniamo Tommaso Fattori che su questo tema ha sempre mantenuto una posizione chiara; chiediamo ai proponenti di questa ambigua progettazione, dal forte impatto ambientale, di condividere la sua richiesta d’istituzione di una commissione regionale per il contrasto al fenomeno mafioso nella prossima consigliatura regionale”.

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