LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Poc, parla il proprietario di Villa Ceci: «Voglio collaborare col Comune, ma in caso di esproprio mi opporrò»

Flavio Misciattelli alla Voce Apuana dopo la presentazione del Piano operativo comunale: «Avrei messo con piacere a disposizione del sindaco De Pasquale la mia esperienza per raggiungere una soluzione condivisa»

MARINA DI CARRARA – «Sono venuto a conoscenza di un’iniziativa che intende colpire una proprietà della mia famiglia da oltre cento anni dai giornali. La mia disponibilità al dialogo e alla collaborazione con l’amministrazione comunale c’è, ma in caso di decreto di esproprio lesivo dei diritti della mia famiglia sarei stato costretto ad oppormi». A parlare alla Voce Apuana è Flavio Misciattelli, 47 anni, proprietario di Villa Ceci, l’enorme area verde di Marina di Carrara compresa tra il viale XX Settembre e il torrente Carrione, oggetto di modifiche all’interno del nuovo Poc, il Piano Operativo Comunale (quello che una volta si chiamava Regolamento urbanistico).

Come è venuto a sapere dell’iniziativa di esproprio promossa dal Comune di Carrara?
«Un tecnico di fiducia della mia famiglia mi ha inviato il vostro articolo del 7 agosto scorso (“Villa Ceci, stazione e San Martino: tutti i dettagli del Piano Operativo Comunale”) nel quale il sindaco e l’assessore all’urbanistica dichiaravano di voler procedere all’esproprio “di una quota consistente del parco [di Villa Ceci, ndr] previsto dal nuovo Poc”, al fine di “destinare l’area a quegli scopi di sport e svago di cui la città non può fare a meno”».

Non aveva avuto delle avvisaglie sul nuovo piano del Comune in tal senso?
«Assolutamente no. Sono venuto a conoscenza di un’iniziativa che intende colpire una proprietà della mia famiglia da oltre 100 anni dai giornali. Ne sono rimasto meravigliato, soprattutto dopo essermi messo a disposizione dell’amministrazione comunale, con il comune obiettivo di esaminare insieme i possibili sviluppi di un territorio che ormai da quarant’anni non ha più alcuna destinazione urbanistica, pur essendo nel pieno centro di Marina di Carrara».

Chi ha incontrato della giunta comunale per parlare di eventuali progetti?
«Circa un anno fa ho incontrato gli assessori Raggi e Bruschi a Carrara. Sebbene l’obiettivo comune fosse quello di condividere un progetto nell’interesse della città senza, naturalmente, ledere alcuna delle parti interessate, nessuno degli amministratori mi ha in alcun modo rappresentato la possibilità che il nuovo Piano Operativo Comunale prevedesse l’esproprio di una porzione di Villa Ceci. Tengo a precisare che la mia famiglia è da sempre promotrice di iniziative a supporto di arte, ambiente e cultura (Flavio Misciattelli è presidente della Fondazione “Pastificio Cerere” di Roma, che sostiene progetti di divulgazione e studio di qualsiasi forma di arte e della Fondazione “Palazzo Chigi Zondadari” di Siena, impegnata nella promozione dell’omonimo Palazzo su Piazza del Campo, ndr) e avrei messo con piacere a disposizione del sindaco De Pasquale la mia esperienza per raggiungere una soluzione condivisa, in tempi rapidi, a beneficio dei carraresi e nel rispetto degli interessi della mia famiglia».

Come ha reagito alla lettura del nostro articolo?
«Ero talmente meravigliato e, soprattutto, dispiaciuto di tale comportamento che ho scritto all’assessore Bruschi, chiedendo i motivi del provvedimento, rinnovando ancora una volta la mia disponibilità ad aprire un tavolo di lavoro con l’amministrazione locale. Nonostante abbia addirittura ipotizzato una cessione volontaria di una porzione dei terreni di Villa Ceci al Comune, ho ottenuto una non meglio precisata disponibilità a un incontro successivamente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Poc, per ricevere chiarimenti sui punti salienti del provvedimento».

E quale è stata la sua reazione?
«Ho continuato a ribadire la mia disponibilità a trovare un accordo bonario prima della stesura finale del Piano. La mia volontà di collaborazione è stata messa nero su bianco in una e-mail inviata al sindaco e a tutti i componenti della giunta comunale nella quale, per totale trasparenza, ho precisato che laddove la mia proposta non avesse trovato accoglimento, sarei stato costretto ad oppormi a un eventuale decreto di esproprio lesivo dei diritti della mia famiglia o comunque non confacente alle esigenze della proprietà».

Qual è stata la risposta del Comune?
«Non ho ricevuto alcun riscontro, né per le vie brevi né per iscritto. Sarei molto dispiaciuto se un’iniziativa a sostegno della città di Carrara, certamente meritevole di supporto, dovesse subire significativi rallentamenti a causa di eventuali iniziative giudiziarie. La mia famiglia e le nostre fondazioni sono abituate a confrontarsi con amministrazioni comunali ed enti pubblici e siamo fermamente convinti che il dialogo sia lo strumento migliore per il raggiungimento di obiettivi comuni, nel rispetto dei diritti delle parti interessate».