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“Cena in blu”, ristoratori soddisfatti ma c’è chi si lamenta: “Una parte di Marina tagliata fuori” foto

Niente musica né strade piene di bancarelle. Per la "Cena in blu" soltanto negozi aperti e qualche stand. Meno entusiasmo nei negozi di abbigliamento: «La Notte blu si faceva l'8 agosto: più movimento, più turisti»

MARINA DI CARRARA – Niente musica, niente spettacoli itineranti, niente strade piene di bancarelle. Marina di Carrara si è tinta di blu per una sera, ma questa volta in una veste diversa rispetto a quella a cui gli apuani sono abituati, simile a quella di un normale sabato d’estate. Niente a che vedere con la solita “Notte blu”: soltanto qualche tavolo in più fuori dai ristoranti, i veri protagonisti della serata, chiamata appunto “Cena in blu”, palloncini azzurri e luci accese nei negozi aperti, e alcuni stand piazzati qua e là nelle strade della “movida”, quella che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane.

Non solo per la situazione legata al coronavirus, con i contagi in aumento nella nostra provincia come in tutta Italia, ma anche per i fatti risalenti allo scorso sabato sera. La rissa tra giovani scoppiata proprio nel centro di Marina di Carrara ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, le quali sono state a loro volta aggredite dagli stessi ragazzi. Un episodio che ha suscitato scalpore e sdegno, e che ha fatto il giro dei social. Proprio per questo, ritenendo non fosse il momento opportuno, molti erano contrari allo svolgersi della serata.

“Non sono d’accordo – ha detto a questo proposito Francesco Pezzica, titolare del ristorante pizzeria La Botte in via Venezia – non bisogna farsi fermare da questi episodi. Non voglio unirmi alle critiche, si è parlato tanto di “ragazzi disgraziati”. Per come la vedo io, sabato sera si è trattato di una ventina di giovani esuberanti che hanno voluto fare una goliardata. Ovviamente spero che episodi del genere non si ripetano. La serata è riuscita bene – ha aggiunto – sicuramente un po’ più calma rispetto alla classica Notte blu, ma è evidente che, in confronto ad un normale giovedì sera, c’è molta più gente per le strade e nei ristoranti”.

“Siamo coscienti che non si tratta assolutamente di una Notte blu – ha confessato Giacomo Timbro dei ristoranti e bar Bon Pro/Bonproncino e Porfirio di via Rinchiosa. Si chiama “Cena in blu”, quindi, per quanto mi riguarda facendo ristorazione, posso dire di essere soddisfatto. Sulle polemiche rispetto ai fatti di sabato sera, non voglio entrare nel merito. Certo è che nella mia zona non succede mai niente, perché cerchiamo di gestirla con sicurezza, buttafuori, e persone addette. Abbiamo una clientela giusta che non crea problemi”.

Tra le possibilità della serata, quella di fare un giro per i negozi del centro. L’occasione per un po’ di shopping serale, in assenza dei classici banchi da fiera. “Gli altri anni la gente iniziava ad arrivare intorno alle 18, questa volta le strade hanno iniziato a riempirsi solo dalle 21.30. Consideriamo che siamo al 27 di agosto, la Notte blu si faceva l’8: più movimento, più turisti – è la riflessione di Andrea Pezzica del negozio di abbigliamento Knock di via Genova – Non saprei nemmeno dire se, nelle circostanze in cui ci troviamo, avrei confermato o meno questa serata. Onestamente mi è sembrata una cosa organizzata un po’ forzatamente dal Comune”.

Pochi invece gli stand situati nelle piazze e per le strade. Tra questi, quello di Nausicaa, in piazza Ingolstadt, con uno spazio apposito per scattare foto ai cittadini, i nuovi protagonisti della nuova campagna pubblicitaria dell’iniziativa “Porta a porta”. “Si tratta di un’estensione della campagna, partita con l’allargamento della raccolta differenziata su tutto il territorio, che dà al cittadino la possibilità di diventare testimonial – ha spiegato Giuseppe D’Aleo dell’ufficio comunicazione di Nausicaa – Chiunque può fermarsi e farsi scattare una foto, e in cambio riceverà una borraccia gratis. La più bella foto verrà scelta e messa nei prossimi cartelloni 6×3 sparsi in città per la chiusura della campagna”.

Soddisfatto anche Riccardo Pollina, consigliere del cda della multiservizi: “Abbiamo mandato due trampolieri in giro per le strade per cercare di coinvolgere i bambini a venire da noi per prendere le nostre borracce. Vogliamo in questo modo mantenere il focus sul plastic free e aiutare i più piccoli a fare scelte sostenibili. Se convinciamo due persone su dieci a fare una buona differenziata, avremo un’economia che cambia completamente”.

Nonostante le tante voci positive, c’è anche chi si è lamentato della gestione e dell’organizzazione della serata. Per esempio, i titolari degli esercizi in zona Piazza Menconi, tagliati completamente fuori dall’evento. “Una parte di Marina è stata completamente dimenticata dal Comune, che negli ultimi anni non ha fatto che organizzare street food, dimenticando che si tratta di manifestazioni che altro non fanno che togliere lavoro ai ristoranti circostanti – è lo sfogo di Alessandro Nicodemi della pizzeria Jolly Blu di via Garibaldi. “Siamo stati tagliati fuori, l’unica preoccupazione del Comune è stata quella di chiederci di appendere palloncini. Specifico, non ce l’ho con i commercianti dell’altra parte di Marina, che sono persone serie e professionali. Ce l’ho con chi organizza. Se i ristoranti di piazza Menconi sono sempre pieni, è perché riescono a garantire la qualità. Una qualità che lavoratori professionisti regalano al Comune, che senza di noi non sarebbe nessuno. Quando si dice “Marina si veste di blu”, è giusto che tutta Marina si vesta di blu. E non soltanto una metà”.