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Covid-19, due casi di positività in Baker Hughes

Altre due persone attualemente sono in quarantena in quanto entrate a stretto contatto con i due positivi.

MASSA -CARRARA – Due casi di Covid-19 riscontrati tra i lavoratori del sito Baker Hughes. L’azienda è stata informata nel corso del fine settimana dell’esito positivo di due tamponi tra i lavoratori di due ditte dell’indotto che operano all’interno dello stabilimento di Massa e del cantiere di Avenza. Attualmente i casi sono presi in carico dalle rispettive ASL locali. Altre due persone, entrate a stretto contatto con i positivi, sono in quarantena. Il cantiere di Carrara questa mattina si è fermato per permettere le operazioni di sanificazione.

“Baker Hughes – spiega l’azienda – ha preso immediatamente provvedimenti, insieme alle ditte appaltatrici in questione, implementando tutte le misure preventive e cautelative previste dal protocollo di sicurezza in essere, eseguendo sanificazioni straordinarie di tutti gli ambienti frequentati dai lavoratori nonché delle attrezzature prima di consentirne l’utilizzo, al fine di garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti e dei fornitori che operano nei siti. Baker Hughes ha inoltre provveduto ad informare contestualmente le parti sociali, con le quali ha condiviso le azioni intraprese e con cui continuano ad esserci regolari momenti di aggiornamento sulla gestione dei protocolli Covid-19.
Sono stati inoltre avvisati – nel pieno rispetto della privacy – gli individui che sono risultati essere entrati in contatto con la persona per permettere loro di mettersi in autoisolamento”.
L’azienda sta monitorando attentamente l’evoluzione della situazione insieme alle autorità sanitarie e, aggiunge, implementerà tutte le misure necessarie per garantire la salute e la sicurezza di dipendenti, collaboratori e di tutte le parti interessate.

FOLLONI (Fim Cisl): “Il livello di allerta deve rimanere massimo, deve passare il messaggio che la questione non è superata. L’attenzione non deve calare minimamente e devono essere rispettati alla lettera i protocolli. Non allarmiamoci  – commenta il sindacalista – ma non pensiamo nemmeno che sia tutto finito”.