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Imm, i sindacati: «Tra i due litiganti (Comune e Regione) la pagano i lavoratori»

FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS dicono la loro sul "caso" Imm dopo gli ultimi incontri con la proprietà e il tavolo istituzionale in Provincia del 7 agosto,

CARRARA – I sindacati FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS dicono la loro sul “caso” Imm dopo gli ultimi incontri con la proprietà e il tavolo istituzionale in Provincia del 7 agosto, e in seguito il mancato incontro a Firenze per mettere nero su bianco le decisioni prese. Secondo i sindacati, il ritardo nella liquidazione dell’operazione di risanamento annunciata dalla Regione sarebbe da imputare ad una “disputa” tra la stessa Regione e il Comune di Carrara per la nomina dell’amministratore che dovrebbe prendere le redini della società.

La nomina, infatti, da un lato viene rivendicata dal Comune di Carrara, che si appella alle norme statutarie, e dall’altro dalla Regione, che proprio alla nomina avrebbe vincolato il sostegno economico necessario ad attuare il piano di risanamento del buco della società. Insomma, o l’amministratore o nessuna aiuto.
“A fare le spese di questo immobilismo sono i dipendenti in cassa integrazione da marzo – commentano i sindacati –  (e i fornitori e le attività legate al complesso fieristico) e senza progetti per il futuro prossimo. La situazione disastrosa degli ultimi 5 anni dove il Presidente Fabio Felici affidava al duo genovese capitanato dal Sig. Luca Figari- nominato direttore- e da un responsabile comunicazione e marketing, si è riscontrata ad oggi più che fallimentare tra costi enormi e nessun beneficio. Quanto affermato oggi sul giornale da parte del vice-sindaco di Carrara e assessore alle partecipate Martinelli non ha nessun riscontro della realtà dei fatti in quanto durante l’incontro con la Regione è stato chiarito che la Regione avrebbe salvato l’azienda decidendo però il nome dell’amministratore (al tavolo erano presenti il Dott. Martinelli e il sindaco De Pasquale)”. I sindacati sostengono che il governatore Rossi al tavolo “aveva più volte ribadito che per risanare l’azienda la Regione era disponibile ma era necessario l’arrivo di un amministratore fuori dalla realtà locale per evitare coinvolgimenti, chiudere i libro vecchio e aprire libro nuovo, salvando il salvabile per primo i lavoratori. Chi produce il problema tende a ripeterlo. Ad oggi nessun passo indietro da Presidente e Direttore”.

E aggiungono: “Non c’è bisogno di finanziamenti tappabuchi -che continuerebbero ad essere un danno erariale-ma finanziamenti a fronte di progetti concreti a medio termine. Progetti appunto che sono mancati negli ultimi anni e quanto c’era, se pur aveva bisogno di rilancio, non è stato mantenuto. Al tavolo istituzionale in provincia la Regione si è impegnata ad agire entro la Giunta del 20 agosto 2020 mentre anche lo stesso sindaco di Carrara, sollecitato ad un intervento da parte del governatore Rossi, ribadiva che l’intervento non era più procrastinabile. Ad oggi nessuna novità E, come si è visto sui giornali nei giorni scorsi, da parte di istituzioni e associazioni di categoria la fiera viene considerata come un quiz da settimana enigmistica, questo la dice tutta sul livello di progettualità”. Il riferimento è al sondaggio lanciato da Cna.

“Ma come si è giunti a questo punto? sicuramente è colpa delle “fiere decotte”, della mancanza di iniziativa del personale e per ultimo del Covid. Queste le motivazioni dei vertici della società (Presidente e Direttore) che negli ultimi 5 anni hanno guidato l’azienda. Si perchè secondo loro se una fiera va male è solo colpa di chi non la riesce a vendere, non della mancanza di un piano di promozione adatto e seguendo una tempistica adeguata. Non si promuovono e realizzano fiere in 2 mesi.

Per un evento sono fondamentali progetto, tempistiche, organizzazione, comunicazone e promozione. E una collaborazione tra i vari uffici che concorrono a realizzare un evento perchè solo comprendendo di cosa ha bisogno l’espositore e il visitatore il marketing può porre in essere un’adatta campagna di comunicazione, non decidendo solo per conto proprio, pur essendo dimostrata l’inadeguatezza delle azioni poste in essere. Con conseguente perdita di immagine dell’evento stesso. Come dimostrato dai sondaggi espositori/visitatori. E’ facile capirlo, ma non per tutti evidentemente. Cercando invece di screditare chi si oppone a delle scelte inadeguate, come dimostrato in particolare nelle perdite di professionalità uscite dalla società negli ultimi tre anni per impossibilità a lavorare in maniera corretta. Lavorare appunto, quello che semplicemente vuole continuare a fare il personale, contribuendo ognuno con la propria professionalità ed esperienza, senza pressioni e intimidazioni, senza vantare esperienze fieristiche inesistenti e “novità” con il marketing territoriale. Che la fiera del marmo (quella che non si fa più ma a Verona continuano a fare, escluso quest’anno causa pandemia) faceva già 30 anni fa. Fatti, non parole”.