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Campocecina, Toscana a Sinistra: «Basta criminalizzare i giovani: sulle Apuane servono maggiori investimenti»

MASSA-CARRARA – Ampliare il punto di vista senza fermarsi alla svolta securitaria chiesta da più parti. Monica Del Padrone, Riccardo Bardoni, Simona Mulazzani e Paolo Orlandi, candidati nella lista di Toscana a Sinistra per Fattori Presidente, intervengono sulle condizioni di Campocecina il giorno dopo Ferragosto, chiedendo di affrontare nel suo insieme il tema dello sviluppo turistico della zona. “Campocecina – commentano – così com’è è un luogo poco valorizzato, privo di una strada sicura che addirittura ne vieta l’accesso ai veicoli a due ruote. Purtroppo il finanziamento delle opere pubbliche che comprende il ripristino della strada giace in un cassetto, in attesa di essere liquidato da parte della Regione e del Ministero. Ancora una volta – sottolineano i candidati – il nostro territorio periferico viene relegato ai margini della politica Toscana, che se ne disinteressa”.
“Con la nostra candidatura vogliamo invece mettere al centro di un sistema di turismo ecosostenibile le Alpi Apuane. Vogliamo sottrarle alla monocoltura del marmo, che devasta paesaggi e strade percorribili, inquinando fiumi ed aria con i trasporti e i loro scarti. Nella stessa ottica di ottimizzazione della gestione del parco va il potenziamento della sorveglianza che deve essere massima durante i mesi estivi, ma non si deve limitare a far rispettare le regole del parco, deve occuparsi anche di educazione ambientale. Sulle nostra montagne non esistono punti fissi informativi con guardie forestali a disposizione, infatti i centri visita ufficiali del parco all’interno della nostra provincia sono solo due, uno in centro a Massa e l’altro ad Equi Terme. Il potenziamento di quello di Massa, magari spostato dal centro città accanto al visitatissimo Orto Botanico di Pian della Fioba, così come la creazione di un punto visita e sorveglianza a Campocecina, risolverebbero molti dei problemi che si sono venuti a creare negli scorsi giorni”.
“Senza criminalizzare i giovani – concludono – dovremmo quindi trovare finanziamenti e potenziare il corpo forestale, smettendo di sottostare alla logica dell’escavazione perpetrata solo ai fini del profitto e della rendita parassitaria”.