LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

«Chi grida all’untore nigeriano forse non sa che questi ragazzi vivono da anni a Massa-Carrara»

Alessio Menconi (Cgil Massa-Carrara) risponde alle reazioni delle ultime ore sul cluster di 18 migranti riscontrato in una casa famiglia di Carrara: «Qualcuno è riuscito addirittura, con voli pindarici davvero notevoli, a collegare la vicenda con una richiesta di impedimento di una sagra»

CARRARA – «La confusione e le fandonie che si stanno leggendo in queste ore sui social rispetto alla vicenda del focolaio presso la struttura di accoglienza, gestita da Casa Betania, sono eticamente inaccettabili». Inizia così l’intervento di Alessio Menconi, responsabile politiche immigrazione della Cgil di Massa-Carrara che interviene sul caso dei 18 migranti ospiti del centro di accoglienza carrarese trovati positivi al coronavirus. «In un momento di emergenza sanitaria tutt’altro che superato i soliti noti si prestano allo sciacallaggio e alla speculazione politica su quanto avvenuto, senza un minimo di cognizione di causa. Subito si è gridato all’untore nigeriano che “ha portato il covid nella nostra provincia” senza sapere che i ragazzi del centro da anni vivono nella struttura e il Covid se lo sono beccato da noi! Qualcuno è riuscito addirittura, con voli pindarici davvero notevoli, a collegare la vicenda con una richiesta di impedimento di una sagra; evidentemente l’ odio verso la  controparte politica è più forte dell’impegno nella  gestione della cosa pubblica».

«Chi ha ricevuto il mandato per governare – prosegue Menconi – dovrebbe semmai impegnarsi a costruire un sistema di controllo maggiore sulle strutture di accoglienza che operano  nel  territorio. Come Cgil denunciamo da anni un  livello di sindacalizzazione bassissimo nelle strutture di accoglienza dove lavorano persone con contratti deboli e stipendi inadeguati. Questo fa sì che diventa difficile  capire le condizioni reali di vita e di lavoro. Spesso chi lavora nei centri e si rivolge a noi per delucidazioni su questioni sindacali ci chiede espressamente riservatezza per paura di perdere il proprio posto di lavoro. Chiediamo alle istituzioni maggiori verifiche su un mondo che è divenuto negli ultimi anni  una parte  importante del terzo settore».

«Infine – conclude il sindacalista – ci rivolgiamo alla parte sana di questo territorio, agli uomini e alle donne che lo compongono, affinché venga fermata  l’ondata di strumentalizzazione della vicenda. La paura di questo virus, che ha colto tutti impreparati e ha fatto strage di anziani prevalentemente nelle RSA, se non mitigata  da informazioni veritiere e responsabili, rischia di aumentare un forte sentimento di rabbia e odio che imperversa nel paese. Nella battaglia contro il virus dobbiamo rafforzare la solidarietà umana , anteponendo l amore all’ odio, l’unità alla divisione, la serietà alla spregiudicatezza. Chi fomenta l’odio e l’intolleranza sfruttando il sentimento di paura per i propri fini elettorali non avrà mai indifferenza da parte della nostra organizzazione».