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«Una targa per Teresa Mattei, la comunista scomoda che lottò per donne e bambini» foto

In tempi di statue abbattute, c'è chi posiziona targhe.

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“Tenere su un piedistallo nella piazza un personaggio, significa indicarlo come modello di virtù civili. È l’equivalente civile della santificazione: guardatelo, prendetelo a esempio, fate come lui”. Si sono ispirati alle parole dello storico dell’arte Tomaso Montanari, i militanti del laboratorio politico Left, del circolo Anpi Vico e del Movimento Giovanile della sinistra, per annunciare l’allestimento di una targa alla memoria di Teresa Chicchi Mattei, partigiana, comunista, madre costituente.
In questi tempi di statue abbattute e di critica agli “eroi” del passato, anche a Massa c’è chi si interroga su che cosa debba restare e che cosa debba andare. Ovviamente, in fatto di toponomastica del comune. «In questi mesi – spiega Andrea Biagioni di Left – sono cominciate a cadere vecchie statue che, se un tempo celebravano personaggi degni delle allora attenzioni, rappresentano oggi delle insopportabili occupazioni di spazi pubblici dedicate a schiavisti, razzisti, fascisti, stupratori, usurpatori, nemici del popolo». Spazi che possono sembrare neutrali ma che spesso portano con sé messaggi e richiami politici e culturali. Riferimenti ad un certo orientamento. La riflessione sulla stele dedicata alle poesie di Ubaldo Bellugi, ex podestà di Massa, sorge spontanea. E per le persone scese in piazza ieri mattina, serve qualcosa per rimediare a quell’“orribile sasso” . Ecco così l’idea di una targa ad una donna, venuta a mancare nel 2013, che nella vita lottò per i diritti delle donne e dei bambini.
“Capitana di compagnia” nella Resistenza eletta all’Assemblea Costituente, donna battagliera che Togliatti definì “maledetta anarchica”, espulsa dal Pci perché scomoda. Accanto al suo nome, vi è incisa una sua frase: “Le lapidi sono importanti, i monumenti sono importanti, ma il più grande monumento, il maggiore, il più straordinario che si è costruito in Italia, alla Libertà, alla Giustizia, alla Resistenza, all’Antifascismo, al Pacifismo, è la nostra Costituzione“.
Una targa significativa posizionata senza badare troppo alle formalità: «Speriamo che l’amministrazione non la rimuova», dicono non senza preoccupazione i militanti di Left, circolo Vico e Mgs.

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