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Approvato il bilancio del Comune, Massa in Azione: «Non servono avanzi, servono investimenti»

Durante il consiglio di lunedì, l'assessore alle finanze ha illustrato le condizioni delle casse comunali.

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Risultato positivo del Rendiconto d’esercizio del 2019 del Comune di Massa, che ha fatto registrare all’amministrazione di Francesco Persiani un + 45,8 milioni di euro, con un fondo cassa di oltre 12 milioni e un disavanzo di 3 milioni. Durante l’ultimo consiglio comunale, l’assessore al bilancio, Pierlio Baratta ha relazionato l’atto, che già in commissione bilancio, presieduta da Piergiuseppe Cagetti, aveva ricevuto i pareri favorevoli dei consiglieri Matteo Bertucci, Piergiuseppe Cagetti, Eleonora Cantoni, Massimo Evangelisti, Filippo Frugoli e Nicola Martinucci; l’astensione di Uilian Berti e Dell’Ertole; la non partecipazione al voto di Gabriele Carioli e Giovanni Giusti.
Sui social il sindaco di Massa esprime soddisfazione, accusando il Pd di aver abbandonato l’aula per non “prendere atto” del risultato positivo del bilancio: “Stasera in Consiglio Comunale abbiamo assistito alla fuga dei consiglieri del Partito Democratico che hanno preferito abbandonare con una scusa la seduta piuttosto che dover prendere atto del risultato positivo del Rendiconto d’esercizio del 2019, che ha fatto registrare un +45,8 milioni di euro come risultato di amministrazione con un fondo cassa di oltre 12 milioni (+ 3 mln di € rispetto al fondo cassa iniziale). Ricordo che il 2019 é stato il primo anno completo di questa amministrazione, che ha dimostrato che, con il lavoro incessante di tutti e pur investendo sul territorio, i risultati arrivano. Queste somme sono servite anche a gestire l’emergenza Covid senza mettere in difficoltà il bilancio comunale e stanno servendo a finanziare i progetti di miglioramento della nostra città”.
Nel merito, interviene la sezione locale del partito di Carlo Calenda, Massa in azione: “Sarebbe una splendida notizia se questo risultato fosse stato conseguito dopo aver riparato tutte le buche delle strade, messo in sicurezza il ponte di Trieste, messo in sicurezza e perfettamente agibili tutti gli edifici pubblici, aver reso funzionanti tutti gli impianti sportivi, piscina compresa, aver ridotto il numero di indigenti tra gli abitanti del comune, aver ridotto le imposte, aver riaperto il teatro Guglielmi e aver realizzato una delle migliori stagioni teatrali che il comune ricordi, aver risolto i problemi degli asili, del verde pubblico, dei parchi. Un’amministrazione comunale non deve chiudere in attivo. Non ha bisogno di un avanzo consistente. Un’amministrazione deve investire, deve risolvere spendendo il denaro che i cittadini, tramite le imposte, versano. Quando si ha un risultato del genere, significa che non si è lavorato abbastanza, che non si è pensato e non si hanno idee e visioni di una Massa del futuro.Fino all’anno scorso l’amministrazione di è nascosta dietro le responsabilità di chi le ha preceduto, ha portato a termine i progetti dell’amministrazione Volpi, inaugurato il Palazzetto fatto da altri, inaugurato un parcheggio per tir, frutto di un accordo fatto da altri. Oggi abbiamo una città ferma, immobile.
Certo, anche a causa del lockdown, ma non si possono sempre trovare scuse e scaricare su altro le proprie responsabilità. Massa ha bisogno, più di altre zone della Toscana, di ripartire con più forza da questa crisi. Siamo su un baratro: negozi che chiudono, imprese a rischio, un turismo che stenta. Abbiamo bisogno di investimenti, non di soldi in cassa, che possono anche essere stati utili in questo periodo, ma che non sono stati utilizzati per dare un futuro ai massesi. Oggi più che mai abbiamo bisogno di idee e di collegialità, della partecipazione di tutti quelli che hanno a cuore l’interesse della comunità e non solo quelli dei propri elettori. Abbiamo la possibilità di risistemare il vecchio ospedale per farne la sede della casa della salute utilizzando il MES, ma finirà che rinunceremo a queste risorse, presi tra le dispute tra usare il MES si usare il MES no, e si perderà una nuova opportunità, come le divisioni politiche e territoriali hanno fatto perdere la possibilità di avere la fermata del Frecciarossa a Massa”.

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