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Centri estivi, Nausicaa: pronti all’appuntamento, in sicurezza

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Nausicaa, come sempre, si presenterà pronta all’appuntamento con l’apertura dei centri estivi anche a fronte di una situazione “straordinaria” come quella imposta dall’emergenza coronavirus. Per questo l’azienda con il suo personale, sta lavorando al perfezionamento del progetto e dei protocolli di sicurezza che, i cittadini devono saperlo, potranno essere definiti nel dettaglio solo dopo la chiusura delle iscrizioni, il 23 giugno, quando cioè si avrà contezza del numero esatto dei bambini partecipanti e delle sedi da utilizzare. Due dati che quest’anno, nel post lockdown, sono fondamentali per organizzare il campus. Il progetto così come previsto dalla norma, prevede anche la specifica formazione del personale coinvolto, relativamente al protocollo anticontagio con tanto di procedure tarate per le singole attività educative.

«Voglio rassicurare genitori e dipendenti: i centri estivi si svolgeranno in sicurezza e tutte le attività si terranno nel rispetto delle norme anti-covid. L’azienda sta perfezionando il protocollo: questo è un elenco dei comportamenti da seguire, ispirato alle direttive ministeriali ma deve essere calato nella realtà specifica in cui si opera. Quindi deve essere tarato per ogni sede, in base alle caratteristiche della struttura, a seconda del numero dei bambini iscritti e a quello degli educatori assegnati» spiega il presidente Luca Cimino ricordando che fin quando non saranno chiuse le iscrizioni, il 23 giugno, queste specifiche non saranno disponibili.

Sempre in base a questi dati sarà definito il numero dei coordinatori: «Da qualche anno vengono individuati dal caposervizio e dai coordinatori del settore, sulla base di criteri ormai assodati, quali l’esperienza maturata e la capacità di problem solving nella gestione del coordinamento. Si tratta, lo ricordo, di un incarico temporaneo, per cui non c’è obbligo di concorso» aggiunge il direttore Lucia Venuti. Quanto poi alla richiesta, emersa dal confronto con i sindacati, di prevedere un coordinatore per ogni centro, esclusivamente dedicato alla gestione delle attività e sollevato dall’attività educativa, l’azienda è netta: «Non è stato mai previsto, perché in effetti non serve. Quest’anno ancor meno visto il rapporto ridotto tra educatori e bambini».

Il presidente conclude smontando anche l’accusa di scarsa disponibilità al confronto: «Già giovedì pomeriggio avevamo fissato un nuovo incontro con i sindacati. Questo è stato comunicato ufficialmente oggi. Non aggiungo altro perché non voglio polemizzare e perché penso – taglia corto Cimino – che davanti alle provocazioni e a una palese volontà di strumentalizzazione sia meglio tacere».

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