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Aronte, lo spicchio rosso delle Apuane ora è tutelato dalla Soprintendenza

Lo annuncia il Cai che in questi anni si è battuto per difendere la struttura "custode della storia dell'alpinismo".

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Il bivacco Aronte è stato riconosciuto come immobile di interesse culturale. La Soprintendenza ha avviato la procedura amministrativa per mettere nero su bianco il valore della piccola struttura che un tempo prestò alloggio anche ad un giovane Enrico Fermi. Dei suoi recenti problemi ne abbiamo scritto qui.
A dare la notizia del riconoscimento è la sezione di Massa del Club Alpino Italiano.

“La notizia è arrivata qualche settimana fa e ci ha lasciati, noi soci del CAI di Massa che ci abbiamo creduto sin dall’inizio, evidentemente soddisfatti. Per tutti gli escursionisti, gli alpinisti, gli amanti delle nostre Apuane, il Bivacco Aronte è un simbolo, un mito vero e proprio, l’emblema dell’avventura senza mezzi termini. Capiamo come potesse avere affascinato personaggi di un certo calibro come Enrico Fermi o come sia stato ritratto fotografato, filmato in ogni stagione e da ogni lato”.
“Eppure non è stato semplice mettere assieme i pezzi, con una burocrazia che ad un certo punto di questa storia ce lo aveva sottratto, nascondendolo dentro una pratica di concessione marmifera. Non è stato facile lavorare per riprendere il possesso ufficiale (moralmente è sempre stato proprietà di tutti gli amanti della montagna) di questo spicchio rosso sulle Apuane, non è stato facile far capire l’importanza culturale di questo bivacco”.

“Noi del Cai di Massa che lo abbiamo in gestione e gli amici del CAI Ligure di Genova che ne sono proprietari non abbiamo mai mollato e la nostra perseveranza ci ha dato ragione.
La soprintendenza ci ha comunicato che è partita la procedura amministrativa per il riconoscimento del Bivacco Aronte come immobile di interesse culturale in base al decreto legislativo 42/2004 con questa motivazione: “Nel corso di più di un secolo dalla sua fondazione è stato, ed è tuttora, custode della storia dell’alpinismo, delle vicende umane legate agli eventi belli della seconda guerra mondiale, oggi, ancora approdo sicuro per gli escursionisti e testimone silenzioso del fenomeno legato alle attività estrattive che contraddistinguono pesantemente questa straordinaria area montana.” Crediamo che sintesi migliore non potesse essere fatta per valorizzare il nostro bivacco Aronte e quando il 4 di gennaio 2020 siamo scesi in piazza per difenderlo ne avevamo tutte le ragioni. Già da oggi quindi, in base alla normativa, il Bivacco Aronte è sottoposto ai vincoli e alla protezione come immobile di interesse culturale.
In attesa che si completi la procedura avviata dalla Soprintendenza, vogliamo porgere un ringraziamento particolare alla Professoressa Franca Leverotti che ha raccolto minuziosamente il materiale storico e fotografico che ci ha permesso di arrivare a questo straordinario risultato”.

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