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«La devastazione delle Apuane si ferma con le leggi. Partiti colpevoli»

Eros Tetti del gruppo "Salviamo le Apuane" risponde al presidente di Confindustria Erich Lucchetti e propone una lista per le regionali: "La Toscana del Buon Vivere"

Riceviamo e pubblichiamo da Eros Tetti, del gruppo Salviamo le Apuane, la risposta al presidente di Confindustria Massa-Carrara, Erich Lucchetti.

Ragioniamo, però, sulle parole del presidente Lucchetti perché sono serie e fondamentali, per noi. Io credo che il presidente Lucchetti rappresenti correttamente il fatto che il lavoro di cava è molto migliorato, controllato, regolarizzato e monitorato rispetto al passato. Certamente quando si cavano i blocchi lo scarto è ultraridotto grazie ai macchinari di sempre maggior precisione; cosippure si può prendere atto del dato che si scava di meno e che nel XIX secolo, con le varate a esplosivo, la distruzione di marmo era molto maggiore. Così è per vari altri aspetti come illustrato.

Lucchetti dice la verità. Ed è proprio qui la natura del problema per cui invitiamo a riflettere soprattutto coloro che dicono “Non sono contrario alle cave; esse vanno solo più regolarizzate e controllate” (modello di pensiero molto diffuso anche nelle principali associazioni ambientaliste, in molti partiti  e altri soggetti importanti). Il mondo del lavoro di cava e del marmo sta certamente migliorando; i controlli ambientali, sulla sicurezza, anche fiscali sono aumentati oggettivamente, eppure le Apuane sono come mostra la fotografia. E allora il problema è diverso. Il problema è che un’attività che taglia, legittimamente ed autorizzata farlo, da montagne naturali dei blocchi di pietra, li porta altrove assieme ai derivati e scarti e lo fa in grandi quantità non può che produrre il risultato che si può vedere sulle nostre montagne. Che lo voglia o no quello è l’inevitabile risultato. Le cave sono in piena regola, come ci dice il presidente ma anche in piena regola producono una conseguenza nel contesto in cui sono inevitabile. Inevitabile.

E allora, ha ragione Lucchetti: ognuno smetta (Salviamo le Apuane non lo ha mai fatto) di accusare chi fa un lavoro autorizzato e regolare e inizi ad accusare chi autorizza quel lavoro, e cioè il Governo, la Regione Toscana, i Comuni che hanno cave, il Parco delle Apuane. Ciò che è permesso dalla legge ogni cittadino ha diritto a farlo. Dobbiamo arrivare a leggi che non lo permettano, se vogliamo che non si faccia. E, dunque, è contro i partiti che finora hanno governato (tutti, dalla sinistra estrema alla destra passando per il M5s) che si devono indirizzare i nostri attacchi politici. Il problema è lì e lì dobbiamo cercarlo. Le elezioni regionali del 2020 saranno il banco di prova della reale volontà di salvare le Apuane dei tanti che lo dichiarano. La logica non cambia per gli altri territori della regione, noi ci proponiamo con una lista Autonoma, Libera, Civica, Laica “La Toscana del Buon Vivere”.