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«In piazza contro la svolta distruttiva sulle nostre Alpi Apuane»

La difesa del Bivacco Aronte, un piccolo rifugio che ha la sfortuna di trovarsi vicino a Cava Piastramarina, e la tutela delle montagne sono i due temi che muovono i manifestanti

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Partenza ore 16 da piazza De Gasperi per la manifestazione del Club Alpino Italiano di sabato 4 gennaio. La difesa del Bivacco Aronte, un piccolo rifugio che ha la sfortuna di trovarsi vicino a Cava Piastramarina, e la tutela delle Alpi Apuane sono i due temi che muovono i manifestanti: “Abbiamo deciso di lanciare questa iniziativa – spiega il Cai – perché le recenti azioni amministrative prese dai comuni apuani nella redazione di regolamenti degli agri marmiferi e nella definizione dei piani di bacino stanno dando l’ennesima svolta distruttiva all’ambiente delle nostre Alpi”. Il presidio, data la grande quantità di adesioni ricevute, si è tramutato in un corteo che dalla piazza del Tribunale, sabato, attraverserà il centro storico. A dare la propria adesione anche Friday’s For Future Massa.

“Cominciamo con l’affermare che la nostra non è una posizione contro questo o quel partito – precisa il Cai – visto che le amministrazioni dei comuni interessati, Massa, Carrara, Fivizzano, Vagli, Minucciano, Seravezza coprono l’intero arco parlamentare, ma un’azione politica volta a difendere il bene comune rappresentato dal nostro territorio e dalla ricchezza acqua”. Equi Terme, acqua inquinata alla sorgente

In un comunicato il Cai spiega le ragioni della manifestazione: la riapertura di nuove cave e il peggioramento della qualità dell’estrazione (che va a premiare chi produce carbonato di calcio piuttosto che materiale ornamentale). “Cosa chiediamo? Di fare una decisa inversione di marcia, di mettere il bene comune territorio, come è definito dallo statuto del Comune di Massa, al centro di ogni decisione, di bloccare l’apertura di nuove cave, di rivedere le concessioni e le autorizzazioni di quelle cave che operano in area protetta, di regolamentare l’escavazione con percorsi veramente partecipati, al di là degli obblighi di legge, che vedano coinvolti tutti i soggetti interessati: a quel tavolo deve essere espressa anche la qualità della vita dei nostri giovani che sempre più a gran voce chiedono di avere un futuro”. Cave, un tema confinato alla sola giunta da troppo tempo.

In occasione della conferenza stampa del Cai, il presidente Sauro Quadrelli ha accettato di rispondere ad alcune domande.

E’ di questa mattina la notizia dell’inquinamento da marmettola alla sorgente “La buca” ad Equi Terme, ma com’è possibile che una sorgente sia inquinata?

Se l’acqua che attraversa le nostre montagne incrocia, nelle sue grotte, delle lavorazioni o dei luoghi in cui si lavora del marmo è ovvio che le polveri bianche vadano a finire nell’acqua. Abbiamo un fenomeno straordinario nelle Alpi Apuane che è il carsismo, le grotte che sono nelle Apuane sono tra le più importanti del mondo. E dentro queste grotte spesso troviamo delle zone completamente bianche, riempite di residui di lavorazione del marmo. Quindi l’acqua non può fare altro che passare da lì e imbiancarsi.

L’amministrazione comunale di Massa nei Pabe, i piani attuativi dei bacini estrattivi, favorisce la lavorazione di cave sotterranee piuttosto che di quelle a cielo aperto, sostenendo che siano meno impattanti rispetto alle seconde. Ma da quando la scarsa visibilità di un sito estrattivo è sinonimo di sostenibilità?

L’estrazione di una cava sotterranea intercetta i canali dell’acqua, le grotte, le fratture interne alla montagna, quindi l’acqua non fa più il suo percorso naturale. Noi non abbiamo lo stesso bacino di Carrara, un’area direi quasi compromessa. E’ difficile che Carrara possa riavere le proprie montagne.. Nel nostro bacino abbiamo una particolarità: non si vede molto l’escavazione se non nei profili delle Apuane. Ma l’escavazione è escavazione. Anche se non si vede. Credo che l’occupazione vada difesa, ma non è più possibile andare avanti con questo modello di estrazione.

L’amministrazione sostiene che il regolamento degli agri marmiferi e i Pabe tengano conto dell’ambiente e lo tutelino. E’ possibile secondo lei attuare un’estrazione sostenibile?

La parola sostenibile quando vediamo sparire le montagne è abbastanza paradossale. È complicato pensare che si possa scavare dentro le montagne, intercettare le vie dell’acqua, e che tutto questo sia sostenibile. Si parla di coltivazione delle cave.. credo sia un termine improprio. Lì si porta via e basta. Non solo, l’escavazione del marmo oggi si limita al materiale di scarto: probabilmente perché si vuole solo fare business, mentre noi subiamo tutto questo.

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