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«Il Canalmagro-Fescione è una vergogna. La (in)sicurezza in mano a privati»

Il presidente del Wwf Alta Toscana Gianluca Giannelli: «A rischio il territorio tra Massa e Montignoso. La gestione torni al pubblico»

«Il Canalmagro-Fescione tra Massa e Montignoso è una vergogna». Non usa mezzi termini Gianluca Giannelli, presidente del Wwf Alta Toscana Onlus. «Sebbene si tratti di un canale dal bacino idrografico importante e pericoloso – spiega – sul suo percorso si sono spesi milioni di euro nel tentativo di metterlo in sicurezza, purtroppo senza risultati, nonostante la cura nella sua manutenzione da parte del Consorzio 1 Toscana nord e il personale con i sui mezzi i quali nelle giornate di forti piogge ne controllano la sicurezza».

«Ci siamo accorti durante le ultime forti piogge – racconta Giannelli – che il tutto è messo in discussione da un condominio nel comune di Montignoso, a cui è stata affidata la gestione di due pompe idrovore che ne regolano i livelli alla foce del Versilia. Insomma la sicurezza del territorio non demandata alla Regione Toscana, ai Consorzi di Bonifica, ma a un privato che non curante della gravità della situazione se ne infischia mettendo a rischio il territorio. Tutto perché i Comuni si rendono colpevoli di tombature e di restringimenti degli alvei per realizzare speculazioni edilizie. E poi si trovano soluzioni empiriche al limite del grottesco per uscirne fuori».

«Esistono due vasche di espansione vicine all’autostrada nel comune di Massa, realizzate e quasi mai entrate in funzione – prosegue il presidente – ad oggi abbandonate, al cui interno si sono realizzati manufatti e scaricato rifiuti di ogni genere, concepite per accogliere le acque di massima portata vedono le sue paratie ferme e immobili come la burocrazia di questo Paese. Non contenti, si vorrebbe ancora spendere milioni di euro di risorse pubbliche nel realizzare una foce, che il Canalmagro-Fescione non ha mi avuto, andando a far sparire una delle poche spiagge libere della costa Apuana».

«Il Wwf – conclude Giannelli – dice basta a questa situazione, si riattivino le vasche di espansione, si migliorino le idrovore sul fiume Versilia, dotandole di sgrigliatori automatici sia in quel punto sia all’inizio della tombatura dalla via Provinciale di fronte all’albergo Undulna e affidando tutte le strutture al gestore naturale il Consorzio 1 Toscana Nord, potenziandolo di personale e mezzi, le cui ulteriori spese di gestione ricadranno sui cittadini, colpevoli di scelte sbagliate mettendo persone poco lungimiranti a governare il territorio».