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Ex-Mediterraneo, il Grig: ecco i tanti nodi da risolvere prima della donazione

Il Gruppo di intervento giuridico esprime tutti i suoi dubbi sulla proposta dell’armatore Enrico Bogazzi

«A proposito di “dare che non è un dare”. Dai media apprendiamo che l’armatore Bogazzi avrebbe intenzione di donare ai cittadini l’hotel Mediterraneo. Sarebbe più corretto dire che vuole donare un cantiere abbandonato da anni, un parcheggio sotterraneo costantemente allagato!». Parte all’attacco il Grig di Marina di Carrara sull’ipotesi emersa negli ultimi giorni.

«Questa notizia – afferma il Gruppo di intervento giuridico – ha stimolato molti interventi, alcuni inevitabilmente ironici, ma per lo più scettici o preoccupati, con una preoccupazione che richiama il monito del virgiliano Laocoonte. Che esito può avere per la comunità tale donazione? Si tratta di un parcheggio interrato quasi completato o, dati gli anni di abbandono, allagamento degrado, è una struttura completamente da rifare? Chi dovrebbe dunque occuparsi di realizzare le strutture ricettive che mancano sul territorio? Sembra che le grandi strutture non abbiano fortuna (vedi anche il Marble hotel); quindi, forse, l’amministrazione sta giustamente pensando a incentivare strutture più piccole o, meglio ancora, diffuse sul territorio, che ritroveremo magari nelle norme della pianificazione in arrivo?»

«Come cittadini – prosegue il Grig – chiediamo di poter partecipare alla discussione e alle scelte, attraverso un confronto trasparente, che permetta di esaminare tutti i punti della vicenda, che da anni i residenti seguono con la speranza, finora delusa, di riavere a Marina un’area turistica e ricettiva adeguata. Innanzitutto, va ridimensionata l’entità della donazione: sia l’area degli uffici della Cooperativa Lavoratori Portuali sia l’area del giardino pubblico sono già proprietà pubblica.
Infatti, al momento, risulta ancora da eseguire il pagamento dell’area di 2145 mq, tra la Società Mediterraneo s.r.l. e il Comune. È opportuno ricordare che il comune di Apuania cedette gratuitamente alla Compagnia Lavoratori Portuali, nel 1939, un terreno (arenile) di mq. 2.145 con la seguente prescrizione: “l’edificio da costruirsi deve essere adibito a sede della Compagnia Portuale o di organizzazioni sindacali dei portuali o similari, e con una diversa destinazione darebbe in qualunque momento il diritto al Comune di esigere il giusto prezzo del terreno” da valutarsi con perizia giurata (atto rep. 7954 redatto dal notaio Giuseppe Zuccarino). L’amministrazione ha accertato, in data 21.10. 2014, attraverso l’agenzia del territorio, che il valore del terreno corrisponde a 1.700.000,00 euro. E questa transazione non è mai avvenuta e l’armatore non è sicuramente più intenzionato a che ciò avvenga. Ricordiamo ancora che l’area ospitante il giardino storico era stata lasciata in uso alla Mediterraneo s.r.l. solo per la realizzazione del parcheggio e, dunque, per un periodo limitato, cioè dal 01.06.2011 al 31.05.2014, periodo scaduto da più di 5 anni! Usufruendo della fideiussione finalizzata alla riqualificazione delle pinete e del giardino storico, prevista nella convenzione tra Comune e Soc. Mediterraneo s.r.l. (repertorio n° 35701 raccolta n° 15009), il Comune potrebbe restituire (senza bisogno di donazioni di sorta) il giardino alla cittadinanza con la ricollocazione in loco degli arredi a suo tempo rimossi. L’autorizzazione paesaggistica n° 118 del 21.11.2012 recita infatti: “gli arredi a suo tempo imballati devono essere rimessi in loco”. Le panchine, gli enormi e bellissimi vasi, la storica fontana ma, soprattutto, un parco pubblico, sottratto!».