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«Nel 2020 il centro di Carrara sarà un cantiere a cielo aperto»

L'ha detto l'assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi nel corso del secondo incontro sul Poc. Bruschi: «La nostra grande opera sarà la manutenzione»

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«Abbiamo più volte ribadito che all’interno del Piano Operativo Comunale il peso maggiore dell’attenzione sarà rivolto all’esistente e al suo recupero, che per quanto attiene la Città storica ha a che fare con due temi: la manutenzione e la cura della città» lo ha detto l’assessore all’Urbanistica Maurizio Bruschi aprendo il secondo della nuova serie di incontri dedicati al Piano Operativo Comunale e focalizzato sul centro storico di Carrara.

«La manutenzione e la cura devono diventare la grande opera del futuro di Carrara! Sono termini che tornano ad assumere un importante significato, sono la vera e più duratura operazione per la città e il territorio perché possono restituire l’immagine originaria degli edifici e degli spazi più antichi, sul carattere dei quali si è depositata la memoria collettiva: mantenere e curare l’immagine di Carrara, in un progetto di messa a valore del territorio» ha spiegato Bruschi, prima di cedere la parola all’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Raggi che ha illustrato gli interventi che verranno effettuati in centro nell’ambito del Bando delle Periferie. Questo prevede infatti importanti opere di recupero e valorizzazione per circa 19 milioni di euro di cantieri: dal rifacimento di via Verdi al parcheggio di Grazzano, fino alle ristrutturazioni di palazzo Pisani e palazzo Rosso. «Si tratta di opere tutte in una avanzata fase di progettazione. Possiamo dire che nel 2020 Carrara sarà un cantiere a cielo aperto, come non si vedeva dai tempi di Urban» ha commentato Raggi.

Per quanto riguarda lo spirito del Poc per il centro città, secondo Bruschi questo strumento «dovrà costruire un sistema di norme che permetta di rispondere alle esigenze dei cittadini ai vari bisogni dando la possibilità di migliorare il patrimonio edilizio mediante ampliamenti e adeguamenti (la stanza in più, l’appartamento per i figli, per gli anziani) e la flessibilità delle funzioni, per rispondere ai bisogni di una chiara committenza sociale e non all’anonimato del mercato immobiliare come successo recentemente».

«La città storica quindi deve essere considerata come unico “monumento” e come tale da difendere, ma le sue “pietre” non si conservano se non ci sono i cittadini che la abitano: il rilancio residenziale passa per il rilancio delle attività economiche con l’incentivo delle attività artigianali e artistiche. Non è un caso se siamo stati insigniti del titolo di città creativa dell’Unesco. Noi – ha concluso l’assessore all’Urbanistica -crediamo che sia possibile prefigurare l’istituzione di uno status speciale per le attività artigianali e il piccolo commercio della città storica in favore della conservazione e la rigenerazione dei luoghi e all’organizzazione di risorse economiche».

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