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Piano cave, accolte le osservazioni di De Pasquale: premialità per chi investe in occupazione

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Ieri il consiglio delle Autonomie Locali ha approvato il parere sul Piano Regionale Cave illustrato dal sindaco di Carrara Francesco De Pasquale in qualità di delegato Anci per le Cave. Il primo cittadino ha ripercorso l’iter del parere soffermandosi sulle osservazioni presentate dalle amministrazioni, distinguendo i punti già accolti da quelli ancora da approfondire. In particolare De Pasquale ha chiesto e ottenuto che alcuni di questi ultimi  fossero acquisiti come raccomandazioni al parere favorevole del Consiglio Delle Autonomie, incassando un importante risultato nell’ottica migliorare ulteriormente il Piano nel percorso in consiglio regionale.

De Pasquale ha ricordato che «a partire dal 9 ottobre fino al mese di gennaio, si sono svolti diversi incontri fra Anci Toscana (con una delegazione dei comuni più interessati, partendo da quelli del distretto Apuo-Versiliese) e l’assessorato competente. A conclusione del lavoro di confronto, durante il quale sono state accolte gran parte delle osservazioni provenienti dalle amministrazioni, sono stati definiti e formulati i punti d’intesa». Questi includono tra l’altro la revisione delle percentuali di resa, tra il 25% ed il 30% con la possibilità di un’ulteriore riduzione del 5% per progetti specifici tesi all’incremento dell’occupazione e lo sviluppo di filiere; l’esclusione dalle percentuali di resa delle volumetrie abbattute nell’ambito di lavori di messa in sicurezza prescritti dalle ASL e dei ravaneti citati dal piano attuativo di bacino e la cui rimozione è finalizzata alla messa in sicurezza;  la possibilità di rilasciare varianti alle autorizzazioni previgenti che tengano conto, nel caso del distretto Apuo Versiliese, delle limitazioni già imposte dal PIT-PPR.

Prendendo spunto da quest’ultimo punto il sindaco De Pasquale ha poi elencato gli elementi da approfondire e da inserire nel parere a mo’ di raccomandazione. In merito alle percentuali autorizzabili come varianti, De Pasquale ha ricordato che fino all’adeguamento degli strumenti della pianificazione urbanistica al Prc queste saranno limitate al 30% della previgente autorizzazione con un meccanismo che in alcuni casi, come in quello del comune di Carrara, somma salvaguardia a salvaguardia (nello specifico quella legata all’adozione dei Pabe, che prevedeva già un limite del 30%) con un combinato disposto di norme che di fatto riduce al 9% i quantitativi “autorizzabili”. «Questo punto era già stato oggetto di discussione ma non appare soddisfacente la modifica apportata» ha dichiarato il sindaco di Carrara. Alcuni degli altri temi su cui è stato chiesto un approfondimento sono la necessità di trovare correttivi sia al dimensionamento che alle rese, escludendo dai conteggi il materiale già attualmente presente in cava per interventi pregressi (all’adozione del Prc) in modo da  garantirne l’asportazione nell’ottica della salvaguardia idrogeologica e della tutela dell’ambiente; l’armonizzazione delle tempistiche delle autorizzazioni, in modo che le produzioni degli anni eccedenti il limite del PRC non vengano contabilizzate nelle produzioni sostenibili di questo PRC; la segnalazione di alcune problematiche su indirizzi e misure di mitigazione, tra cui la richiesta di non assoggettare i derivati di materiali da taglio alla norma sui rifiuti ai sensi del D.Lgs 117/2008.

Oggi il sindaco e il vicesindaco Matteo Martinelli, titolare della delega al marmo hanno partecipato alle consultazioni della Seconda e Quarta commissione  del Consiglio regionale sul Piano cave alle quali è stato illustrato il documento approvato ieri dal consiglio delle Autonomie Locali. «Le raccomandazioni nascono dalla consapevolezza che il Piano regionale cave è uno strumento che deve garantire un futuro sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale ai territori. Confidiamo nel lavoro delle commissioni» ha dichiarato al termine della seduta De Pasquale.

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