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I Pastafariani: "Sì a Veneziano, speriamo che dedichi un’opera anche al dio Spaghetto"

Continua a far discutere la mostra Storytelling che ha scatenato la reazione del Vescovo

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Storytelling, la mostra di Giuseppe Veneziano, è stata – come previsto da programma – smantellata, ma anche se le opere non sono più visibili, a palazzo Ducale, continua la scia di commenti scatenati dalla loro esposizione. Alcuni dei quali mossi a seguito delle parole del vescovo di Massa Carrara che aveva duramente criticato la mostra. In merito intervengono infatti i Pastafariani e l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti di La Spezia.

Il “frescovo” dei Pastafariani, Giuseppe Binelli, dice: “Scrivo in quanto ministro di culto della Chiesa Pastafariana italiana della provincia di Massa Carrara, in merito alla mostra Storytelling che si è tenuta al palazzo rosso. Volevo ringraziare l’amministrazione comunale per la sua attenzione nei confronti di questo artista che mi era sconosciuto. Ho avuto modo di vedere l’esposizione e devo dire in tutta onestà che l’ho trovata piuttosto prodigiosa. Innanzitutto in un’opera viene rappresentato l’uomo ragno che crea la pasta. Credo sia davvero un’opera rimarchevole per la nostra religione, che scardina l’idea di eroe e quella di maschio, così come é sempre stata riportata. Creare la pasta, forma e sostanza della nostra religione, la porta al centro della scena, trovo che sia davvero di sublime avanguardia”.

“La pasta, nutrimento per tutti, ancor di più diventa sostanza di nutrimento per un supereroe che ci protegge nell’oscuro, e che di essa ne fa la sua passione. Cosa c’è di più bello e di più generoso? Per quanto riguarda invece la poetica dell’artista, devo essere sincero, la trovo piuttosto divertente. É dissacrante, é pop, induce a riflettere sui costumi che sempre più spesso siamo indotti ad indossare senza più una vera analisi. Purtroppo leggo che taluni colleghi delle religioni obsolete hanno trovato la mostra “blasfema”, offensiva, non degna di avere il patrocinio comunale, auspicando una “censura” sia per l’arte che per il fondamentale diritto al manifestare il proprio pensiero, crediamo fermamente che questa “logica” porti solo a creare divisioni e conflitti. Auspico che l’artista Giuseppe Veneziano, voglia dedicare un suo quadro al nostro dio, il Prodigioso Spaghetto Volante, un dio che ha dimostrato di essere tollerante, scherzoso, e di non prendersi troppo sul serio. Mangiate in Pace”.

L’unione degli atei e degli agnostici razionalisti di La Spezia scrive invece: “Mentre attorno alle opere si sono avvicendati migliaia di visitatori e apprezzare e discutere il significato e l’effetto dei vari lavori ahimè, ancora oggi, nel terzo millennio, si oppone con visioni e ideologie arcaiche e obsolete al diritto di liber pensiero e di espressione. Tra le opere pittoriche dell’artista siciliano, infatti, vi erano alcune raffigurazioni di soggetti religiosi, che devono aver cagionato parecchi mal di pancia e pare che un quadro in particolare, il Cristo raffigurato con indosso uno slip leopardato e la scritta LGBT sulla croce, abbia scatenato invocando la censura. Esprimiamo quindi solidarietà e apprezzamento al Sindaco Francesco Persiani, per non essersi fatto intimorire e condizionare da inopportune pressioni e tentativi censori, garantendo tanto all’artista quanto al pubblico quel diritto di libertà di pensiero e di espressione che deve comprendere necessariamente anche la critica, la satira, l’arte, che piaccia o no, altrimenti libertà non è. Apprezzamento e stima a Giuseppe Veneziano, per le sue opere dense di significato e per la simpatica pazienza nel resistere e rispondere ad attacchi e provocazioni”.

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