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Canalgrande, Legambiente: «Quel video è un’autodenuncia» foto

L'associazione ambientalista contro la clip in cui i cavatori dicono di "non inquinare": «Si mostrano scene di cava con palese inquinamento generalizzato e violazione delle prescrizioni dell’autorizzazione»

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Il mese scorso la cooperativa Cavatori Canalgrande ha pubblicato su YouTube un suggestivo video “A muso duro”, con riprese professionali, anche da drone, accompagnato da un commento audio molto efficace (come si può vedere e sentire nel video allegato). Vi si rivendica con fierezza l’orgoglio dei cavatori per il proprio lavoro – rappresentato come rispettoso delle leggi, dell’ambiente e della sicurezza – e vi si esprimono paure per la chiusura delle cave.

Un fotogramma del video commentato da Legambiente

«Apprezziamo la fierezza e l’orgoglio dei cavatori – afferma Legambiente Carrara – per il proprio lavoro, ancorché retorica nei toni e nei contenuti, ma non possiamo accettare la tendenziosa attribuzione della chiusura (temporanea) delle cave a “un parere”, anziché all’escavazione al di fuori dei limiti autorizzati, cioè ad una violazione di legge. Vi si rimpiangono, dunque, i bei tempi andati in cui gli uffici chiudevano un occhio e sanavano l’inadempienza (che avrebbe previsto la decadenza della concessione), adottando “interpretazioni consolidate e praticate da anni”. Manifestiamo sommessamente il nostro disaccordo per alcune virtù immeritatamente rivendicate: lavorare nel rispetto di leggi e regolamenti, senza inquinare e, addirittura, con una certificazione ambientale».

«Il rispetto delle norme – prosegue l’associazione ambientalista – è smentito nei fatti dall’inottemperanza ad alcune prescrizioni dell’autorizzazione e dallo stesso sconfinamento dell’escavazione oltre i limiti consentiti che, in assenza della legge regionale “salva cave” da loro fieramente contestata, avrebbe comportato la chiusura definitiva (e non temporanea). Sul vantato possesso della certificazione ambientale della cava, anche qualora si trattasse della UNI-EN-ISO-14001, va precisato che questa non attesta una particolare prestazione ambientale, né tanto meno dimostra un basso impatto, ma certifica semplicemente che la cava possiede un sistema di gestione (sia esso ottimo o pessimo) volto a tenere sotto controllo gli impatti (siano essi bassi o elevati) e a migliorarli nel tempo. Ciò spiega il rilascio della certificazione alla cava Canalgrande, nonostante le sue prestazioni ambientali siano decisamente scadenti».

«L’affermazione che la cava “non inquina” – aggiunge – infine, è smentita platealmente proprio dal vi-deo “A muso duro”: i fotogrammi sotto riportati ne sono la prova (oltreché un’inconsapevole autodenuncia). I cavatori potranno andar fieri, “a testa alta” e “a muso duro”, solo quan-do risolveranno i problemi ambientali che loro stessi ci hanno mostrato e proveranno vergogna per le attuali modalità inquinanti di lavorazione che, ormai, costituiscono talmente la loro quotidianità da non esserne neppure più consapevoli. Come utili spunti di riflessione, suggeriamo ai cavatori il nostro video Marmettola: dalle cave alle sorgenti che mostra come marmettola e terre di cava intorbidano fiumi e sorgenti».

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