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Strage di Viareggio, applausi d’emozione a Carrara per "Il sole sulla pelle"

Il film proiettato al Cinema Garibaldi ha inaugurato la nuova stagione della rassegna “Baluardo d'inverno” alla presenza di Marco Piagentini, superstite e simbolo dei fatti di quella notte

Applausi densi d’emozione hanno accompagnato lunedì sera al Nuovo Cinema Garibaldi di Carrara la proiezione de “Il sole sulla pelle”, lungometraggio di Massimo Bondielli e Gino Martella dedicato alla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, che causò la morte di trentadue persone lasciando un segno indelebile sulla città e nei famigliari delle vittime. Il film, seguito ideale del premiatissimo corto “Ovunque proteggi”, ha inaugurato la nuova stagione della rassegna “Baluardo d’inverno” alla presenza di Marco Piagentini, superstite e simbolo dei fatti di quella notte, ma anche della successiva battaglia per la giustizia portata avanti dall’associazione “Il mondo che vorrei onlus” delle famiglie che come parte civile hanno assistito ad ognuna delle 147 udienze con tenacia e civiltà.

“Il sole sulla pelle” – elemento che da fonte di benessere è diventato per Piagentini un nemico da evitare – è anche il difficile ed intenso ritorno alla vita dopo una tragedia enorme, che nel tempo ha accomunato la città versiliese a molte altre che in Italia. Un filo fatto di dolore e impegno civile che ad esempio ieri sera ha portato in sala, di ritorno dal processo di Genova, Adele Chiello Tusa, madre di Giuseppe che perse la vita nel crollo della torre piloti del 2013.

“Quando tre anni fa abbiamo incontrato per la prima volta Il Baluardo – ha ricordato Martella – stavamo ancora costruendo il racconto del cortometraggio e raccogliendo fondi per la produzione. Il giorno prima c’era stato il terremoto di Amatrice e l’unica cosa che potevamo fare era donare la quota raccolta qui ad uno dei comuni colpiti dal sisma. Questa è la grande lezione di vita imparata in questi anni: ci siamo accorti che fare il film era una cosa bellissima ma la solidarietà che si è creata in questo racconto era ancora più bella”.

Vicinanza testimoniata nella terza tappa di presentazione del film anche da una sala gremita (presente anche il sindaco Francesco De Pasquale, l’assessore Federica Forti, il presidente del Consiglio comunale Michele Palma e Don Raffaello Piagentini, zio di Marco e parroco del Duomo di Carrara) e dalla partecipazione che ha accompagnato la proiezione. “E’ bello vedere una risposta così importante – ha sottolineato Bondielli – vuol dire che quando si parla di cose vere e importanti il pubblico ha voglia di capire, conoscere e porsi delle domande”. Quindi le parole conclusive di Piagentini prima dei saluti di Giacomo Bertolini. “Per noi queste serate sono veramente importanti – ha affermato – perché ognuno di voi come noi ha provato il dolore per la perdita di una persona cara, ma la cosa che fa più male è l’indifferenza e purtroppo in questo percorso ne abbiamo trovata tanta. Noi però non siamo soli, ci sono molte città che sono state colpite da negligenza, arroganza e imperizia di chi non ha pensato alle vite delle persone ma solo al profitto. Una storia che parla sempre la solita lingua e che può partire dal Vajont e portare fino al Ponte Morandi, sempre con identiche modalità”. Citando fra le altre Moby Prince, Thyssen, Pioltello, Ilva e Terra dei Fuochi, Piagentini ha evidenziato: “In un Paese disastrato più nelle persone che non nelle strutture, abbiamo avuto la fortuna di incontrare Massimo, Gino e tante altri che hanno donato un po’ della loro arte o del loro tempo per non restare indifferenti di fronte a quanto accaduto. Quel treno è deragliato a Viareggio ma era passato anche qui da Carrara”.

“Conoscere, capire, leggere e approfondire crea una coscienza diversa” ha concluso, ed è quello che sono riusciti a fare anche gli autori del film che sabato 19 proseguirà il suo viaggio al Multisala Moderno di Sarzana mentre il 27 gennaio sarà a Firenze.

BENEDETTO MARCHESE