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Tagliare la cima del monte Bettogli? I cavatori preoccupati in Comune

Assemblea affollata: i lavoratori hanno incontrato i sindacati e il sindaco De Pasquale. Il Comune: «Non è in pericolo il futuro del lavoro»

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Assemblea pubblica affollata stamani, martedì, in Comune a Carrara. Un nutrito gruppo di cavatori delle imprese interessate dall’escavazione del monte Bettogli ha incontrato i rappresentanti dei sindacati e quelli dell’amministrazione comunale. Oggetto dell’incontro: le preoccupazioni relative alla messa in sicurezza del monte e il relativo taglio della cima, osteggiato dagli ambientalisti ma anche dallo stesso Comune. Sul fronte opposto gli imprenditori e anche i cavatori che temono per il loro futuro. Giovedì la conferenza dei servizi dovrà decidere sul piano di coltivazione collettivo delle aziende che lavorano in quell’area, molto appetibile da un punto di vista commerciale: lì si estrae il marmo più pregiato, lo statuario.

A seguito dell’incontro che questa mattina il sindaco Francesco De Pasquale, il vicesindaco Matteo Martinelli e l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli hanno avuto con i cavatori, l’amministrazione fa sapere che «vuole tornare a ribadire la realtà dei fatti. Dei chiarimenti sono assolutamente necessari alla luce delle domande poste dai lavoratori, dalle quali si evince come sia emersa una versione incompleta del percorso, ma anche e soprattutto dopo quanto è accaduto nella giornata di ieri, lunedì 10 dicembre, in occasione del sopralluogo in cava da parte dei componenti della commissione regionale del paesaggio che sarà chiamata a giudicare, nei prossimi giorni, il progetto coordinato per le cave di quel monte».

I tecnici presenti hanno riferito che un nutrito gruppo di cavatori, alla presenza di alcuni imprenditori, avrebbe fatto pressioni, ponendo domande in merito ai metodi di valutazione e seguendoli nel corso del sopralluogo. «L’amministrazione – dice il Comune – prende le distanze e condanna questo comportamento, confermando piena fiducia e sostegno all’operato dei tecnici che devono poter lavorare in piena autonomia e senza alcun tipo di condizionamento esterno per valutare l’attinenza dei progetti alle normative vigenti. Nel ribadire che i sopralluoghi dei tecnici si devono tenere senza alcun tipo di interferenza, è bene fare chiarezza: fin dall’inizio di questa vicenda, l’amministrazione con il supporto preziosissimo degli uffici ha fatto di tutto per costruire un percorso che garantisse la prosecuzione di tutte le attività e il mantenimento dei livelli occupazionali, nel rispetto della legge, dell’ambiente e del paesaggio. L’amministrazione non ha paura di dirlo, i margini tecnici per conseguire questo risultato ci sono sempre stati. Per questo a più riprese è stato chiesto alle aziende interessate di mettere a punto progetti “sostenibili” che conciliassero le esigenze delle imprese e il rispetto delle norme».

«Non tutti purtroppo hanno ascoltato questa viva esortazione» affermano da Palazzo civico. «Senza entrare nelle valutazioni tecniche, l’amministrazione tiene a precisare che gli organi competenti valuteranno diversi progetti per diverse cave e l’esito potrebbe non essere lo stesso per tutti. Anche nel malaugurato caso in cui ci fossero una o più “bocciature” queste non implicherebbero il fermo dell’attività direttamente interessata, né di quelle limitrofe e tantomeno comprometterebbero il futuro di quel sito estrattivo. Semplicemente gli imprenditori dovrebbero fare quello che l’amministrazione ha chiesto loro di fare nei mesi scorsi, ovvero presentare un nuovo progetto, questa volta sostenibile. Questo garantirà comunque loro la possibilità di lavorare per anni».

«Le domande che i cavatori hanno posto questa mattina all’amministrazione, chiedendo di fatto alla politica di entrare nel merito tecnico della questione, confermano la necessità di questo nostro ulteriore chiarimento. Il sindaco e la sua giunta ringraziano quindi Cgil e Uil e le sigle di categoria che hanno reso possibile questa occasione e confermano la loro completa disponibilità a un confronto sul tema insieme a lavoratori e aziende».

Questa mattina il sindaco, il suo vice e l’assessore al marmo hanno ribadito che «questa amministrazione non vuole la chiusura delle cave anzi sta facendo di tutto per tenerle aperte. L’eccellente gestione della pratica della Cooperativa di Lorano, finita nelle maglie del 58bis, ne è una prova: grazie al potenziamento del settore voluto dall’amministrazione e all’ottimo lavoro fatto dai tecnici del comune e di tutti gli enti preposti, l’attività in quel sito è potuta riprendere dopo meno di un mese. I fatti parlano da soli».

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